La sessualità appartiene a chi la mette in pratica e gode della stessa libertà di cui ci si augura godi l’intelligenza. Giudicare, indicare o candidare la sessualità altrui è senza dubbio il segno più palese di chi non riesce a tenere felice la propria, cercando e trovando negli altri fantasie marce nate da un pensiero maturato solo nel senso sbagliato.

Quando riesco a scrivere un concetto così sono felice, perché il messaggio ha la strada perfetta per arrivare. Non è la prima volta che vi parlo di persone che cambiano sesso, e non è la prima volta che esprimo il mio pensiero in merito a questo tipo di scelta.

Lei si chiama Arielle Keil ed è una ragazza che per trovare il paradiso ha dovuto conoscere talmente bene l’inferno da riuscire a trovarne una via d’uscita. Un po come si fa quando si è rinchiusi in una prigione simile ad un castello, come quella che può essere una famiglia che non ti comprende e ti rinchiude in te stessa, col chiaro intento di ripudiarti.

Arielle nel 2017 comincia il suo percorso per cambiare sesso. Origini Filippine, trasferitosi subito con la famiglia in Nuova Zelanda, a Auckland, Andrew è un ragazzo che si ritrova nel corpo sbagliato al momento sbagliato, almeno agli occhi altrui.

Oggi ha 22 anni e in questo 2020 ha completato il suo percorso ed è riuscito, fortunatamente, a far si di vivere la vita che meritava, come Arielle.

Quando comunica la notizia alla famiglia si ritrova ad essere oltre che non compresa, anche fuori di casa, perdendo i rapporti con i genitori. Arielle passa il tempo fuori casa con dignità, rendendosi indipendente e vivendo una vita normale. La notizia dell’ammissione al concorso di Miss Nuova Zelanda per il concorso finale di Miss Intercontinental è la ciliegina sulla torta di questo anno molto importante per lei.

C’è l’ha fatta. È felice e senza vergogna, oltre che senza colpe.

Un giorno la notizia: ha vinto Miss Nuova Zelanda

Una donna transgender simbolo della bellezza. Si perché il tempo può essere un foglio bianco su cui scrivere nuovi termini per definire le cose, ma ogni cosa rimanda comunque a quel foglio bianco che può essere descritto con una parola: la bellezza.

Tutto è bello quando è rispettato, quando è vivo nelle intenzioni. Tutti siamo belli nelle giuste intenzioni, a prescindere da come siamo definiti.

La notizia della vittoria poi ha riportato ad Arielle una cosa importantissima: il papà. Felice per la sua felicità, il padre è riuscito a superare gli ostacoli portati dallo stesso amore per la sua prole, grazie alla dimostrazione per se stessi più grande, quella data da Arielle. Realizzata, indipendente, bella e cosciente d’esserlo, felice.

Fonte: Facebook Blog

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.