Per anni l’arte ha cercato di tirare fuori dall’uomo le sue sensazioni, i sentimenti e molto altro. Quando siamo passati dalla semplice arte rappresentativa a quella concettuale, capace di rappresentare non solo “il reale” ma anche ciò che abbiamo dentro, l’obbiettivo è sempre lo stesso: trasmettere qualcosa.

Millie Brown, classe 1986, è una perfetta rappresentazione di arte che viene da dentro. Realizza i suoi quadri vomitando.

Si, la cosa può accendere un senso di ribrezzo (come il funerale del bidello) eppure è da considerare a tutti gli effetti una performance artistica in quanto ne rispetta il senso stesso di arte. Millie Brown realizza quadri, rigorosamente dal vivo, dove invece di usare un colore o una vernice comune, usa latte carico di coloranti vomitato direttamente sulla tela.

Se pensate che sia tutta una questione di pubblicità e trash, non è così. I suoi quadri non solo hanno un valore commerciale considerevole, sono anche esposti in diverse gallerie d’arte. Ciò che realizza è effettivamente qualcosa di irripetibile, opere uniche. La realizzazione di queste opere non è semplice come può sembrare. Dipende infatti da un iter ben preciso che l’artista deve seguire affinché la qualità delle sue opere non venga compromessa.

Trattandosi di vomito, l’artista fa un digiuno di almeno due giorni prima di realizzare un’opera, svuotandosi completamente nel frattempo e bevendo solo liquidi incolore. Acqua praticamente.

Passati i due giorni si prepara alla performance bevendo latte pieno zeppo di coloranti che, una volta passato dallo stomaco, viene vomitato sulla tela. La parte difficile è controllare la direzione del vomito e la quantità di liquido emessa, in modo da riuscire a realizzare l’illustrazione immaginata in precedenza. Ciò che ricava è anche molto affascinante, arcobaleni di colori vomitati sulla tela che aprono a un mondo cromatico privo di residui di cibo. A guardarli non si indovinerebbe mai “la provenienza di quel colore”.

Arte che viene da dentro, performance perfetta.

Il successo di questa artista è dovuto anche a una performance che ha realizzato ad un concerto di Lady Gaga, dove ha vomitato sopra l’artista ben contenta di ricevere questa “calorosa” performance addosso.

Millie Brown è stata molto criticata per questa sua scelta artistica in quanto si vociferava nei meandri moralisti dei social, come questa performance potesse essere un’invito alla bulimia. Nulla di più lontano di fatto in quanto l’artista non tratta argomenti inerenti alla alimentazione, bensì usa il vomito come strumento vero e proprio per dipingere. Accusarla di favorire la bulimia significherebbe fare un’associazione banale quanto accusare i motociclisti della MotoGp di favorire gli incidenti in strada.

Quadri dipinti usando latte colorato vomitato sulla tela. L'arte di Millie Brown
Un opera di Millie Brown

Ovviamente la sua arte va ben oltre questa performance. Arte è anche saper far parlare di se. Pensate che un tempo era una rivoluzione dipingere un soggetto che di fatto non esiste, oggi i tempi cambiamo e con essi l’arte si evolve sempre di più, coprendo il ruolo che gli riesce meglio: rompere gli schemi.

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