Si dice che Albert Einstein parlò delle api come l’insetto che, se fosse scomparso, avrebbe significato l’inizio di un conto alla rovescia per l’intera umanità. Un concetto che sarà meglio non scoprire se valido, fidandosi sulla parola vista la conseguenza catastrofica.
Se le api hanno cominciato a usare la plastica per costruire i propri nidi, purtroppo, l’uomo ha cominciato a usare le api per creare quella che per lui è la forma di abbraccio più credibile al mondo: l’arte.
Ava Roth è un’artista che ha creato un nuovo stile, il Kintsu-Bee, nome proprio della serie di manufatti creati da lei.

Il nome prende ispirazione dall’arte Giapponese di riparare oggetti rotti usando una miscela di oro o metalli preziosi come “collante”. Probabilmente avrete già visto l’immagine di un vaso rotto e riparato con quella che sembra una “colla d’oro”.
Ava ha pensato di dare questo ruolo alle api, usando le loro abilità costruttive come fosse quella miscela preziosa, ottenendo poi la “riparazione artistica” dell’oggetto se così vogliamo definirla.

Il risultato è concettualmente molto forte. Vedere ad esempio un piatto riparato dalle api, invita a riflettere sul ruolo, possibile e da incentivare, della natura nella salvezza dell’uomo.
La tecnica di Ava Roth è mista. Non avvicina semplicemente i pezzi rotti e invita le api a ripararli, sarebbe assurdo se non impossibile. Usa legno, misture per attirare le api e altre tecniche che non risultino invasive o offensive per gli insetti. La sua è più una guida invitante che un ordine nei confronti delle api. Non pretende che svolgano un lavoro preciso e tracciato, bensì ne traccia la direzione e lascia che siano le api a decidere come procedere, realizzando volumi e consistenze non programmate prima.

Vi ricordo che questa è solo una delle serie di realizzazioni dell’artista, serie che vi invito a scoprire sul suo account Instagram.
Guardandole, cosa vi comunicano queste opere?


















