Solo a leggere la parola bestemmiare nel titolo, in molti avranno avuto i brividi al pensiero di sentirla una bestemmia. La buona educazione e la morale hanno fatto si che la bestemmia venisse trattata come una vessazione diabolica, la più grave e da evitare tra tutte.

Ma pensateci bene: è più offensiva una bestemmia detta con rabbia o una preghiera detta con superficialità? Cosa offende di più il Signore in questi casi, chi lo impreca o chi lo prega?

Offendere qualcuno solo per il gusto di farlo non è mai corretto. La bestemmia è un’offesa

Eppure appartiene al linguaggio popolare e lo caratterizza pure. Se si pensa ad esempio ad uno dei popoli più bestemmiatori per antonomasia, i Veneti, togliere la bestemmia dalle classiche frasi e imprecazioni significherebbe snaturare un linguaggio. Ci sono diverse teorie sulla bestemmia e alcune arrivano addirittura a sottolinearne l’utilità nella vita.


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Per non lasciare che alcuni detti rimangano tali, ecco tre studi scientifici che si sono posti l’obbiettivo di dimostrare il lato utile della bestemmia.

La bestemmia favorisce i rapporti sul luogo di lavoro

bestemmia sul luogo di lavoro

Sarà per l’ambiente sempre teso e stressato, sarà per l’imponente presenza di uomini in numero maggiore delle donne, fatto sta che uno studio ha dimostrato come bestemmiare a lavoro possa rivelarsi un ottimo mezzo per favorire i rapporti con i colleghi.

Si fa amicizia più facilmente quando scappa una bestemmia. Non importa se ad alta o bassa voce, ciò che importa è che una volta ascoltata funziona proprio come una specie di parola chiave che, ascoltata da orecchie interessate, fa nascere un senso di comunità tra i colleghi ed il nuovo arrivato.

Chi bestemmia tende ad essere più onesto

Esiste una correlazione tra la bestemmia e l’onestà. Lo asserisce uno studio davvero originale che è andato a cercare la correlazione tra le due cose, scoprendo con gran sorpresa che le persone che imprecavano spesso tendevano a mentire di meno. Lo studio non si soffermava unicamente sulla bestemmia, ma sulle volgarità in generale.

In pratica chi ha il coraggio di dire la propria senza mezzi termini, attraverso un modo volgare di esporsi magari, tende ad essere più sincero.

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La bestemmia può essere un segno di intelligenza

Al contrario di quanto creduto fino ad ora, sembra che la bestemmia, o meglio, l’uso delle volgarità nel linguaggio comune, sia sintomo di intelligenza.

Uno studio ha cercato una correlazione credibile tra intelligenza e volgarità. Per farlo ha fatto un esperimento che consisteva nel misurare la creatività in primis dei soggetti. L’esperimento consisteva nel riuscire a scrivere su un foglio, in un minuto, la maggior parte di parole che cominciassero con le lettere F, A e S. Alla fine della prova si aveva (a sorpresa) un minuto a disposizione per scrivere solo imprecazioni, utilizzando sempre le tre lettere F, A e S.

Il risultato è stato che le persone che usano un linguaggio più volgare hanno più fantasia nel creare parole.

Ovviamente, ogni cosa fatta senza senso e per il solo fatto di disturbare il prossimo, andrebbe evitata, perché fondamentalmente è l’uomo a fare la bestemmia, non il contrario.

Non preoccupatevi troppo di chi offende Gesù a parole, preoccupatevi dei fatti. Le parole si disperdono nell’aria, come le preghiere di chi non riesce ad amare e comprendere.


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