Questa è la storia di come il mondo si è colorato per la prima volta. La storia di Betta Perfetta e suo Papà ventoso.

Tutto ebbe inizio tanto tempo fa, quando il mondo era un posto completamente grigio, senza colori. Il creato era completo, c’erano gli animali, le piante e gli uomini. Il colore però, quello mancava.

Sul tetto del mondo abitava una famiglia. La famiglia Perfetta. Mamma, Papà, Betta e i suoi fratelli. Il compito della famiglia Perfetta era quello di coltivare i fiorcolori che altro non erano che dei fiori in grado di colorare il mondo.

Se il petalo o il polline di un fiorcolore toccava qualcosa, questa si colorava e il colore durava un anno intero.

Papà Perfetto cresceva i suoi figli insegnandoli l’unica cosa importante per loro e per tutto il mondo: non stancarsi mai di colorare il mondo. Per farlo la famiglia Perfetta praticava un modo tutto particolare che divertiva molto Betta e i suoi fratelli. Correvano dalla mattina alla sera dentro ai campi fioriti, pieni di fiorcolori maturi e ricchi di polvere colorata pronta a posarsi su qualsiasi cosa. Abitando sul tetto del mondo, la famiglia Perfetta si occupava di spargere la polvere colorata dei fiorcolori, allargando sempre di più il tragitto delle corse, così che il colore potesse posarsi su un’area sempre più grande.

Era un lavoro divertente ma anche duro. Il mondo era grande e riuscire ad alzare abbastanza polvere colorata così da farla posare qualche metro più in la non era sempre una cosa facile.

« Forza figli miei, coloriamo il mondo con le nostre forze, non lo facciamo solo per noi ma per tutti coloro che hanno amano i colori. Quando la sera siete stanchi, pensate al sole del mattino che illuminerà i colori ovunque voi li abbiate portati»

Per Papà Perfetto quello di colorare il mondo era un compito nobile, tramandato da generazione in generazione. Amava molto la sua Betta, una bambina bellissima, occhi che contenevano una dolcezza che sapeva farti sentire meglio con uno sguardo, sempre educata e rispettosa verso il resto della famiglia. Betta era famosa in famiglia per una cosa: la sua sensibilità. A differenza degli altri fratelli, quando correva nei campi di fiorcolori stava attenta a non schiacciarne nessuno, preferendo una caduta ad un fiore rovinato.

Papà Perfetto amava la sua sensibilità, credeva sempre fosse il fiore più bello che avesse potuto mai coltivare e curare in vita sua.

Un giorno accadde il disastro. Betta Perfetta e i suoi fratelli scapparono di casa. Erano curiosi di vedere il mondo oltre ai territori che già conoscevano. Fu un disastro. Superati i confini del loro campo videro come la polverina dei fiorcolori scompariva sempre di più man mano che si allontanavano. Tutto il mondo gli crollò addosso, pensarono:

«A cosa serve colorare il mondo vicino casa se poi tutto il resto è grigio? Il nostro lavoro è inutile, non coloreremo mai tutto il mondo»

I giorni passavano e Papà Perfetto vedeva che i suoi figli non correvano più con entusiasmo nei campi, non spargevano più polverina e non si alzavano più di buon umore la mattina. Avevano conosciuto il lato crudo della vita, quello che ti scoraggia e ti fa arrendere di fronte alle difficoltà. Quello ti impedisce di credere nei sogni, convincendoti sempre di più che la vita sia in realtà un incubo.

Papà Perfetto sapeva cosa accadeva fuori dai confini dei campi della famiglia, ma da adulto riusciva a comprendere che il senso della forza di volontà non stava nella gioia di vedere qualcosa realizzato ma nella volontà di farlo. Sapeva che non sarebbe mai riuscito a colorare tutto il mondo prima che questo cominci nuovamente a diventare grigio, era troppo grande.

Pianse senza sosta tutta la notte, mentre Betta e i fratelli dormivano senza essere esausti dal lavoro ma solo dalle brutte convinzioni.

I giorni passavano e i fiorcolori nonostante fossero maturi, non erano più utili senza la gioia e la forza dei figli della famiglia Perfetta. Il mondo sembrava destinato ad essere grigio per sempre. Questo Papà Perfetto non poteva permetterselo. I valori, la forza, l’esempio contavano per un padre più della stessa vita, così una notte uscì da casa e si mise a correre forte, fortissimo tra i fiorcolori. Correva talmente forte che tutta la famiglia si svegliò per il trambusto, sorridendo meravigliata a ciò che vedeva dalla finestra: una nuvola enorme di polvere di colore e il Papà che correva sempre più forte, sempre più veloce.

D’un tratto, il rumore dei passi veloci scomparve, di colpo. Con lui scomparve anche Papà Perfetto.

Betta Perfetta e i fratelli uscirono di casa per cercarlo e capire cosa fosse successo ma niente, trovarono solo un’enorme nuvola di polverina colorata. Nel silenzio più totale un urlo di spavento, era Betta. Vide la nuvola cominciare a muoversi verso di lei e fermarsi a pochi centimetri dal suo nasino. Le sembrava di sentire l’odore di suo Padre, lo stesso calore ma la cosa non aveva senso, era solo una nuvola di polvere.

D’un tratto, la magia. La nuvola cominciò a spostarsi velocemente fino a scomparire del tutto all’orizzonte.

Era vento, era Papà Perfetto.

La sua disperazione nel vedere la sua Betta scoraggiata e senza voglia di lottare per colorare il mondo, lo avevano fatto preoccupare così tanto che per quanto ha corso era diventato qualcosa di nuovo per tutti: era diventato il vento.

Betta non rivide mai più suo papà ma sapeva, in qualche modo, che non era andato via, si era solo trasformato in qualcosa di più grande, nella sua più grande forza. Betta e i suoi fratelli non erano più soli di fronte alla vastità del mondo, avevano il vento come amico, una forza incredibile che gli aiutava a spargere la polvere dei fiorcolori.

Il mondo non sarebbe stato più grigio, era nato il vento e Betta non aveva bisogno d’altro per continuare a credere nei suoi sogni colorati.


Dedicata a Elisabetta e a suo Papà, ovunque adesso sia.

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.