C’è una condanna per tutti coloro che credono di essere vittime di qualcosa di più grande: le storie altrui con al centro la forza di volontà.

Quella che ti sto per raccontare è la storia di Betty Robinson, un’atleta nata nel 1911 a Riverdale, protagonista di una vita che è la rappresentazione perfetta del detto “volere è potere”. Sembra la protagonista di un film ma la verità è che ne è stata la miglior regista che la sua stessa vita potesse avere. Un giorno Betty stava per perdere il treno, così si mise a correre come un fulmine verso la stazione. Correva talmente veloce che il suo professore di atletica notò la falcata e nei giorni successivi la invitò ad allenarsi con lui per intraprendere quella che sarà una carriera da atleta.

Si avvicina così al mondo delle gare, senza troppe pretese, sudate o sconfitte. La sua vittoria è cominciata con il correre come il vento in una comune giornata.

ehi!

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Betty Robinson. Creduta morta dopo incidente aereo, vince le olimpiadi grazie alla forza di volontà
Betty Robinson prima dell’incidente aereo.

I risultati non tardano ad arrivare. Durante i primi allenamenti, all’età di appena 16 anni, stabili il record dei 100 metri. La gara olimpionica altro non era che la sua quarta gara nella vita. La vinse con il tempo di 12″2, un record. Le gare si svolsero ad Amsterdam ed era une delle prime volte in cui le donne furono ammesse. Il nervosismo ha provato a giocargli dei brutti scherzi (ci furono ben 4 false partenze in quella gara) ma lei rimase concentrata e vinse.

Il suo ritorno in patria fu un occasione di festa per tutti quelli che la conoscevano.

Nel 1931 la tragedia. Rimase vittima di un incidente aereo mentre volava con un biplano assieme al cugino. I soccorritori pensarono subito che fosse morta, così la raccolsero da terra e la mandarono dritta in obitorio. Betty Robinson però non era morta, era in coma e nessuno se ne accorse per un po di ore, fino a quando si capì che aveva una commozione cerebrale, un braccio schiacciato ed una gamba rotta.

Rimase in coma per sette settimane

Betty Robinson. Creduta morta dopo incidente aereo, vince le olimpiadi grazie alla forza di volontà
Betty Robinson

Svegliatasi dal coma dovette affrontare un periodo di difficile riabilitazione della durata di due anni, poi cominciò a camminare di nuovo. Provate a immaginare la forza di volontà che ci vuole per fare qualcosa di simile: passare dall’essere l’icona della velocità, giovane e dinamica, all’essere inchiodata a un letto con dolori lancinanti per ogni movimento che si prova a fare.

Betty Robinson però non si è arresa e dopo i primi passi continuò la riabilitazione con l’obbiettivo di riprendere a correre e vincere. Ci fu una conseguenza irreparabile dopo l’incidente: non poteva più flettere il ginocchio sinistro completamente.

Betty non si arrese nemmeno a questo e capì che non doveva mollare l’obbiettivo ma solo cambiarlo dopo gli avvenimenti della sua vita. Per correre i 100 mt. bisogna flettere le gambe alla partenza, cosa che Betty non poteva fare più, così decise di provare con la staffetta, dove se incominci a gareggiare dal secondo turno in poi, parti da in piedi.

Continua ad allenarsi, convinta che non tutto fosse finito.

La vita la premiò e venne convocata per le olimpiadi di Berlino nel 1936. All’ultimo momento una componente della squadra di staffetta dovette rinunciare alla gara, così venne convocata Betty per sopperire alla mancanza.

Quel giorno la squadra tedesca, favorita in quanto gareggiava in casa in un periodo dove il nazionalsocialismo dettava le regole per la vittoria della razza, ebbe non pochi problemi. La squadra Americana dove gareggiava Betty, invece, andò benissimo e vinse la gara portando nuovamente Betty Robinson sul podio, al primo posto.

Betty Robinson. Creduta morta dopo incidente aereo, vince le olimpiadi grazie alla forza di volontà
Betty Robinson sul podio assieme alla squadra americana
Il momento in cui arrendersi nella vita, tecnicamente, non arriva mai in quanto quando arriva l'unica giustificazione per accettarlo è essere già morto. Condividi il Tweet

Morì nel 1999 a 87 anni, circondata dall’amore della sua famiglia.

Fonte: Wikipedia