bibliotecarie a cavallo

Le bibliotecarie a cavallo. La storia delle donne che portavano libri e libertà durante la grande depressione

Nel cuore delle valli più remote e inaccessibili, dove le strade asfaltate erano un miraggio e i mezzi di trasporto moderni una chimera, un gruppo di donne straordinarie ha scritto una pagina indelebile nella storia della cultura e dell’istruzione. Erano le “donne dei libri”, meglio conosciute come le bibliotecarie a cavallo del Pack Horse Library Project, un’iniziativa nata negli Stati Uniti durante la Grande Depressione.

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La missione delle Bibliotecarie a cavallo? Portare il sapere, la fantasia e la speranza direttamente nelle case delle comunità più isolate, superando ogni ostacolo.

Il progetto delle Pack Horse Libraries fu lanciato dal Presidente americano Franklin D. Roosevelt. L’obiettivo era duplice: da un lato, creare opportunità di impiego in un periodo di grave crisi economica; dall’altro, combattere l’analfabetismo e promuovere l’accesso alla lettura in aree rurali e montuose, come quelle degli Appalachi, dove le biblioteche pubbliche erano un lusso irraggiungibile.

Le bibliotecarie a cavallo. La storia delle donne che portavano libri e libertà durante la grande depressione

Queste donne, spesso figlie di minatori o contadini, furono assunte con l’impegno di portare libri e materiali di lettura a chiunque ne avesse bisogno.

Il loro ufficio era la natura selvaggia, il loro mezzo di trasporto un cavallo fedele, e la loro biblioteca uno zaino pieno di volumi.

Immaginate di dover percorrere tra i 160 e i 190 chilometri ogni settimana, su sentieri impervi, attraversando fiumi gonfi, affrontando tempeste di neve o calori asfissianti. Le bibliotecarie a cavallo facevano esattamente questo. Percorrevano rotte prestabilite, raggiungendo fattorie isolate, piccole scuole di montagna e casolari sperduti. La loro tenacia era ammirevole e la loro presenza era attesa con impazienza. Un po come si attende un aereo bombardiere che ha le caramelle al posto delle bombe.

Non si limitavano a distribuire romanzi o libri di testo. Spesso, mettevano insieme album di ritagli tematici, realizzati con donazioni e materiali recuperati, su argomenti pratici come la cucina, il cucito, l’agricoltura o la cura dei bambini. Questi “scrapbooks” erano preziosi, perché offrivano consigli utili e strumenti per migliorare la vita quotidiana in comunità dove l’informazione era scarsa.

Le bibliotecarie a cavallo. La storia delle donne che portavano libri e libertà durante la grande depressione

La cultura è sempre sinonimo di crescita, costruzione, indipendenza e apertura. È la rappresentazione semplice della bellezza del mondo, poiché si è acculturati non quando si è letto un libro, ma quando si riesce a pensare al momento in cui è stato scritto, alla libertà di pensiero di chi ha impugnato la penna sapendo di comunicare senza aspettative. La cultura è la ricchezza che l’uomo può avere gratuitamente, per questo viene spesso demonizzata. Chi vuole comandarti agendo su desideri e paure, odia la cultura, poiché essa è la strada sia per la propria emancipazione che per il proprio coraggio nella società in generale.

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Il progetto crebbe rapidamente: se nel 1938 impiegava 274 bibliotecarie in 29 contee, entro il 1943 il numero superava le 1000 unità.

Nonostante la sua esistenza relativamente breve, l’impatto delle Pack Horse Libraries fu profondo. Queste donne non solo portarono libri, ma anche un senso di connessione con il mondo esterno, un barlume di speranza e la possibilità di immaginare un futuro diverso attraverso la conoscenza.

Le bibliotecarie a cavallo. La storia delle donne che portavano libri e libertà durante la grande depressione

In un’epoca in cui l’accesso all’informazione è istantaneo e illimitato, la storia delle bibliotecarie a cavallo ci ricorda il valore inestimabile del sapere e il sacrificio di coloro che, con dedizione e coraggio, si sono adoperati per renderlo accessibile a tutti. Una riflessione sulla resilienza umana e sull’importanza di non dare mai per scontato il privilegio della conoscenza. Evitare di dare per scontato qualcosa è il primo passo per la consapevolezza. Il perché bisognerebbe seguire la direzione della consapevolezza è semplice: è l’unica strada per la vera serenità.

Oggi le bibliotecarie a cavallo sono quelle persone che, nonostante tutto remi contro, continuano a credere (fortunatamente) al valore della cultura e della conoscenza in generale.

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Fonti: Wikipedia


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