Hai mai sentito parlare del Bilby di Pasqua? No, non è il nome di un nuovo snack né un Pokémon dimenticato. In Australia, invece del classico coniglietto pasquale, a distribuire le uova c’è anche un marsupiale orecchiuto tutto pepe: il bilby, simbolo locale che ha spodestato il coniglio a suon di salti e sensibilizzazione ecologica.
Un po’ buffo, un po’ tenero, il bilby non è solo un’adorabile creatura, ma anche un piccolo eroe nazionale.
Quando il coniglio diventò il cattivo della storia
Mentre in Europa il coniglio pasquale è sinonimo di tenerezza e cioccolato, in Australia il coniglio è visto più come un flagello. Introdotto dagli europei nel 1788, ha fatto danni enormi: si è riprodotto a ritmo sfrenato, ha rovinato l’ecosistema e messo in ginocchio interi settori agricoli.
Morale della favola? Il coniglio è diventato una specie invasiva da combattere, non da festeggiare.
Ed è qui che entra in scena lui: il bilby, creatura notturna dal muso lungo, le orecchie da pipistrello e un talento tutto suo nel rubare la scena (e il cuore degli australiani).

Nasce l’Easter Bilby: la Pasqua alla maniera australiana
La vera rivoluzione comincia nel 1968, quando una ragazzina di nome Rose-Marie Dusting scrive una storia chiamata “Billy the Aussie Easter Bilby”. Pubblicata anni dopo, la favola accende i riflettori su questa specie in pericolo e lancia l’idea geniale: sostituire il coniglio con un animale nativo che ha davvero bisogno di una mano. Da lì, il bilby inizia a conquistare scaffali, spot pubblicitari e soprattutto… le uova di cioccolato.

Quando il cioccolato fa bene anche alla fauna
Negli anni ’90, diverse aziende australiane iniziarono a produrre cioccolatini a forma di bilby, destinando parte dei ricavi a progetti per la salvaguardia della specie. Marchi come Haigh’s Chocolates e Pink Lady si misero in gioco, sostenendo iniziative come:
- la costruzione di recinti anti-predatori
- la reintroduzione del bilby in aree protette
- programmi educativi per sensibilizzare i bambini (e gli adulti smemorati)
Insomma, una Pasqua buona dentro e fuori, senza sensi di colpa. Non come quella che puoi augurare usando le vignette cattive.

Non è stata però tutta cioccolata e arcobaleni. Negli anni 2010, molte grandi aziende smettono di produrre i bilby di cioccolato per motivi di mercato. Le abitudini dei consumatori pagano molto di più delle nuove idee. Ma il bilby non si arrende e nel 2022 rientra in scena più in forma che mai, grazie a campagne di sostegno e un ritrovato interesse per la fauna locale.
Oggi il Bilby di Pasqua è ancora lì, con le sue orecchie oversize e la sua storia tutta da raccontare. Non solo come simbolo alternativo, ma come ambasciatore ufficiale della biodiversità australiana.
Il bilby non porta solo uova: porta un messaggio

La storia dell’Easter Bilby è la dimostrazione che anche una festività può trasformarsi in un atto d’amore per l’ambiente. Invece di seguire la tradizione alla cieca, l’Australia ha scelto di adattarla con intelligenza, sfruttando un personaggio pop per fare educazione ambientale. Se un coniglio fa tenerezza, un bilby che salva l’ecosistema è decisamente più cool.















