Esiste una bimba seduta sulla Luna che ogni giorno guarda il mondo da lassù. Non è nata sulla Luna e nessuno sapeva come è arrivata fino a sù. Bimba è minuta, la ricordano così coloro che l’hanno conosciuta, minuta ma col mento all’insù, come fosse nata per guardare meglio tutto ciò che è blu.
Questa bambina ogni notte la si può vedere sulla luna mentre osserva il mondo in cerca di sguardi solitari bisognosi di lei. Non puoi vederla a occhio nudo, si dice che sia lei a farsi vedere solo da chi la cerca con gli occhi chiusi. Impossibile? Non per lei. Le basta vedere che la guardi e se la tua non è solo curiosità, chiudi gli occhi e apparirà.
Si dice che non le fu facile arrivare sulla Luna. Per farlo si servì di un’altalena.
La storia di bimba non fu solo un gioco. Riuscì ad arrivare sulla Luna solo dopo aver superato due brutti inganni.
Il primo era un gatto pieno di sé, capace di chiamare carezze anche quando ad averne bisogno non era lui. Un gatto che bimba conosceva da tempo e di cui si fidava. Un gatto con la coda lunga quanto la sua vanità; una coda forte pur dall’apparenza fragile. Questo gatto convinse bimba che quell’altalena la conosceva bene e l’avrebbe spinta fino al punto da farla arrivare sulla Luna con un salto.
Il gatto adorava solo le carezze di bimba, lungi da lui il volerla vedere davvero felice seppur lontana. Bimba era ingenua e sedendosi sull’altalena altro non faceva che guardare la Luna, con il mento all’insù, lasciando che il suono del vento fungesse da desiderio per arrivare sempre più in su.
Non si accorgeva che il gatto con la coda le spingeva si, ma una volta in su la ritirava giù. Le diceva che non si poteva andare di più.
Bimba capì l’inganno e con rammarico lasciò che il gatto trovasse un’altra mano per farsi accarezzare.
Poi venne il secondo inganno. Era una volpe be agiata, bella e bianca, come la luna che bimba tanto amava. Lei non voleva carezze, sembrava un dono che non chiedeva nulla in cambio, sembrava amorevole. Quando conobbe bimba e la sua altalena le disse che non poteva spingerla in sù e che quella luna altro non era che irraggiungibile. Era gelosa della sua idea e del fatto che se bimba fosse andata sulla luna tutti si sarebbero ricordati di Bimba e non della volpe.
Le disse così di far si che sull’altalena muovesse solo le gambe avanti e indietro senza mai esagerare. Per non cadere, per non sperare. La volpe pensava, convinta d’esser la più furba, che bimba non capisse più di quanto gli si spiegasse. Le rivelò così due parole: avanti e indietro.

Mentre Bimba sull’altalena amava andare, la volpe era impegnata solo a vantarsi e tra le volpi girare. Mai pensava che Bimba fece delle due parole la sua felicità, poiché avanti e indietro le gambe ogni giorno muoverà. Fu così che un giorno la volpe girandosi vide bimba che non dondolava più piano, gridava avanti e indietro alzandosi da terra verso il cielo con una velocità che solo l’amore per l’impossibile dà.
La volpe così, furiosa di averle donato le due parole, sparì in cerca di qualcuno da ammaliare, perché l’amasse e l’ammirasse senza mai veramente sperare.
Bimba un giorno, vicino la Luna si rese conto di esser riuscita ad arrivare. Pianse, gridò e spensieratamente lasciò le mani dall’altalena con l’intento di saltare. Aprì gli occhi e sulla luna si ritrovò. Era riuscita ad atterrare dopo aver imparato a volare.
Ora Bimba ogni notte dalla Luna sorride, sapendo d’esser forte, con le sue direzioni da seguire e rivelare a chi sulla Luna come lei vuole arrivare. Se la cerchi nella notte la trovi sempre al centro del mare. Segui la Luce, guarda dove vuoi arrivare e se Bimba ti vedrà, saprà dirti come fare.
Non esiste Bimba che non lo possa fare. Basta un’altalena e due parole da gridare.


















