L’inizio di una guerra rappresenta la violenza del caos e la sua capacità di distruggere. La fine di una guerra rappresenta la forza della ragione e la sua capacità di risanare i danni del caos. Un periodo di pace è solo un equilibrio in grado di restare in piedi tra la violenza e la ragione.

Alla fine della seconda guerra mondiale, la Germania si ritrovò sconfitta e assieme a lei ne pagarono le conseguenze anche milioni di cittadini costretti al nazismo prima e alla vergogna di non aver saputo sovvertire i drammatici risultati dopo. La città di Berlino era una vera e propria prostituta senza onore dopo la guerra. Divisa tra i sovietici, che ne occupavano metà, e gli americani assieme agli alleati che occupavano il territorio restante.

I cittadini tedeschi provarono sulla loro pelle, anche se in piccola parte, l’orrore di esser trattati come oggetti. Il karma faceva il suo dovere e gli abitanti venivano trasformati in vero e proprio bestiame da usare per la conquista delle stesse stalle dove si ritrovava a sopravvivere.

Il lato della città comandato dai sovietici decise che l’altro lato della città doveva ribellarsi agli invasori occidentali, così ne conseguì un’embargo con l’obbiettivo di impoverire, sollevare delle rivolte o semplicemente creare l’ambiente perfetto per una guerra: il caos.

Gli Americani non rimasero a guardare ed organizzarono quello che è rimasto alla storia come Il ponte aereo per Berlino, assieme agli altri alleati. Usando gli aerei portavano scorte di viveri e alimenti dall’altra parte della città, paracadutandole. Grazie a questa iniziativa molti cittadini tedeschi potevano sfamarsi e sopravvivere. L’amore vinse sul male, o almeno così sembra.

Gail Halvorsen mentre parla con i bambini che si accalcavano alla recinzione dell’aeroporto

Dopo aver effettuato un lancio di viveri, il tenente Gail Halvorsen usava girare per la città realizzando scatti fotografici, la sua passione fremente. Gli capitò di incontrare un gruppo di ragazzi del posto vicino alla rete di recinzione dell’aeroporto. Restò a parlare con loro, racconta, per un’oretta e andando via notò come nessuno di loro, con grande dignità, osò chiedergli qualcosa da mangiare. Erano già grati della farina e dei viveri che Gail Halvorsen e i suoi colleghi facevano arrivare dal cielo.

Il tenente Halvorsen, felice di questo atteggiamento, decise di congedarsi dai ragazzi regalandogli della cioccolata che aveva con se, divisa in pezzi uguali. I ragazzi dall’altra parte della recinzione fecero i salti di gioia in quanto nei viveri non erano previste caramelle e cioccolate. Una delizia tanto dolce quanto rara in guerra.

Il bombardiere pieno di dolci durante una manovra di atterraggio.

Scosso dall’accaduto, Gail prende tutti i suoi viveri dolci, le caramelle e le cioccolate a sua disposizione, le lega a dei fazzoletti e le confeziona in modo che siano pronte al lancio. La sua intenzione era di lanciarle assieme ai viveri, così che tutti i bambini ed i ragazzi di quella fetta di città ne potessero giovare.

Il primo lancio fu un successo. Piovevano caramelle dal cielo.

L’idea fece il giro delle caserme, arrivando addirittura in America dove i superiori di Gail Halvorsen decisero di unirsi alla colletta organizzata per i ragazzi della città, unendo alle scorte del tenente, quelle di tutti i militari presenti sul territorio e ufficializzando la missione con il nome di “Operazione Little Vittles“.

Il tenente Gail Halvorsen mentre prepara i mini paracaduti con attaccate delle barrette di cioccolato

Adesso un intero bombardiere era autorizzato a lanciare solo caramelle, cioccolate e dolci per i bambini ed i ragazzi di Berlino e dintorni. Un esercito di piccoli paracaduti fatti con dei fazzoletti e fabbricati da personale militare che volle dedicarsi a questa bizzarra missione, riempiva i cieli di Berlino ovest che per quegli attimi riusciva a non esser più lo scheletro di una città devastata dalla guerra, bensì il palcoscenico per il sogno perfetto di ogni bambino: quello di allargare le braccia al cielo e mangiare caramelle a bocca aperta.

Il tenente Gail Halvorsen, venne rinominato in molti modi e tutti vertevano sulla sua figura di lanciatore di caramelle e cioccolato.

Gail Halvorsen in una foto mentre si gode la sua meritata pensione.

Fonte: Wikipedia