Ai bombi piace giocare. La scoperta che rivoluziona ciò che sappiamo degli insetti

Ai bombi piace giocare. La scoperta che rivoluziona ciò che sappiamo degli insetti

I bombi, creature minuscole e laboriose, sono da sempre ammirati per la loro organizzazione sociale e il loro ruolo cruciale nell’ecosistema, come le api a cui assomigliano (di fatto sembrano la versione oversize). Ma cosa succederebbe se scoprissimo che questi insetti non sono solo infaticabili impollinatori, bensì anche giocosi?

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Una recente e sorprendente ricerca ha rivelato che i bombi si dilettano in attività di gioco

Mostrando un comportamento che finora si credeva esclusivo di animali più complessi come cani o delfini. Questa scoperta sta riscrivendo le nostre conoscenze sull’intelligenza degli insetti e sulle capacità cognitive che vanno oltre la mera sopravvivenza.

La ricerca ha messo in luce una serie di esperimenti affascinanti condotti sui bombi. Gli scienziati hanno osservato come questi insetti manipolassero piccole palline di legno, grandi circa il doppio della loro dimensione, spingendole e facendole rotolare ripetutamente. La cosa più notevole è che i bombi svolgevano queste azioni senza alcun incentivo esterno, come cibo o ricompense. Il comportamento era volontario, spontaneo e apparentemente gratificante in sé. Bombi che rispetto alle scimmie cappuccino, non trovano metodi cruenti e sinistri per difendersi dalla noia.

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Il bombo impegnato nell’attività di gioco

Gli esperimenti sono stati attentamente progettati per escludere qualsiasi altra motivazione. Ad esempio, le palline non contenevano cibo, non erano legate a opportunità di accoppiamento e le interazioni con esse erano distinte da quelle tipiche per la raccolta del nettare o la gestione dei materiali del nido. Inoltre, i bombi coinvolti nel “gioco” erano in un ambiente privo di stress, un fattore cruciale per distinguere il gioco da comportamenti legati all’ansia o alla necessità.

Per definire un comportamento come “gioco”, i ricercatori si sono basati su cinque criteri stabiliti dal biopsicologo Gordon Burghardt, un’autorità nel campo del gioco animale. E i bombi li hanno soddisfatti tutti:

  1. Incompleta funzionalità: Il rotolamento delle palline non aveva uno scopo immediato o funzionale per la sopravvivenza o la riproduzione.
  2. Spontaneità e gratificazione intrinseca: I bombi si impegnavano nel rotolamento delle palline di loro spontanea volontà, suggerendo che l’attività stessa fosse intrinsecamente gratificante.
  3. Differenza da altri comportamenti funzionali: Le azioni con le palline erano nettamente diverse dai comportamenti di foraggiamento o di accoppiamento.
  4. Ripetizione, ma non stereotipata: L’attività era ripetuta più volte ma in modi variati, non in un schema fisso e ripetitivo.
  5. Inizio in condizioni di non stress: Il comportamento si manifestava solo quando gli insetti erano in un ambiente sicuro e privo di minacce.

Sorprendentemente, le osservazioni hanno anche rivelato che i bombi più giovani tendevano a “giocare” più frequentemente rispetto ai loro simili più anziani, un parallelo con il comportamento ludico osservato nei cuccioli di mammiferi e negli uccelli giovani. Inoltre, i bombi maschi tendevano a manipolare le palline per periodi più lunghi rispetto alle femmine.

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Questa scoperta non è solo una curiosità affascinante; ha implicazioni profonde sulla nostra comprensione dell’intelligenza degli insetti. Se i bombi sono capaci di giocare, un comportamento che richiede una forma di motivazione interna e gratificazione non legata alla sopravvivenza, allora le loro capacità cognitive potrebbero essere molto più sofisticate di quanto immaginato.

Ai bombi piace giocare. La scoperta che rivoluziona ciò che sappiamo degli insetti
Il bombo in tutta la sua bellezza

Questo apre nuove prospettive sulla coscienza degli invertebrati e suggerisce che anche gli insetti potrebbero sperimentare stati emotivi “positivi”.

La ricerca sui bombi sfida la visione tradizionale degli insetti come semplici automi guidati da istinti. Al contrario, suggerisce che questi piccoli esseri potrebbero avere una vita interiore più ricca e complessa, portandoci a riconsiderare il nostro approccio e il modo in cui interagiamo con il mondo degli insetti. Ulteriori studi sono in programma per esplorare come il comportamento ludico possa influenzare lo sviluppo cerebrale negli animali, inclusi gli insetti.

Fonti: ResearchGate / New Atlas / NPR

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