I bruchi, nell’immaginario collettivo, sono simpatici e miti divoratori di foglie. Sembra però che i bruchi si vestano di horror quando si tratta di mimetizzarsi, hanno un gusto particolarissimo (come il bruco che finge di essere una testa di serpente). Sulle pendici vulcaniche dell’isola di Oʻahu, in un angolo remoto delle Hawaii, è stato scoperto un bruco tanto affascinante quanto inquietante: il “bone collector” caterpillar, ovvero
Il bruco collezionista di ossa.
Questo insetto carnivoro non si limita a mangiare altri insetti, completa la sua opera adornandosi con i loro resti, come fossero un trofeo macabro utile però a sopravvivere in un ambiente ostile. Scopriamo insieme questa creatura unica, che sembra uscita da un film di Tim Burton, e perché la sua esistenza è tanto straordinaria quanto fragile.

Immaginate un bruco lungo quanto un’unghia, che si muove furtivo tra le ragnatele, non per diventare preda, ma per rubare il cibo ai ragni. Il bone collector appartiene al genere Hyposmocoma, un gruppo di falene endemiche delle Hawaii note per le loro larve chiamate “fancy case caterpillars”. Queste larve creano una sorta di “casa portatile” di seta, decorandola con materiali come licheni, sabbia o, nel caso del nostro bruco, resti di insetti morti. Antenne di formiche, ali di mosche, zampe di ragni, teste di scarabei: il bone collector non è schizzinoso e trasforma i resti delle sue prede in un’armatura camouflage.
La sopravvivenza è come la vista di alcuni animali. Non ha bisogno di colori ma di dettagli. Chi sopravvive lascia che i colori del mondo non siano un lusso a cui restare indifferente. Chi sopravvive, vive una vita in bianco e nero godendosi la vita solo alla vista dei colori.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science dai ricercatori dell’Università delle Hawaii a Mānoa, questo bruco non solo raccoglie i resti, ma li adatta con cura. Se un pezzo è troppo grande, lo mastica per ridurlo alla misura perfetta. Questo comportamento non ha eguali nel regno dei lepidotteri: nessun’altra specie di bruco o falena è stata osservata decorarsi con resti di prede o vivere stabilmente nelle ragnatele, fianco a fianco con i ragni.

Una vita al confine tra genio e follia
Perché un bruco dovrebbe scegliere di vivere in un luogo così pericoloso come una ragnatela? La risposta è nella strategia evolutiva. Il bone collector si nutre di insetti intrappolati, spesso già indeboliti o morti, ma non disdegna di attaccare prede vive, inclusi altri bruchi della sua stessa specie (sì, è anche cannibale).
La sua “casa” decorata con resti di insetti e pelli di ragno lo rende invisibile agli occhi del ragno padrone di casa. I ricercatori non hanno mai trovato un bone collector avvolto nella seta o mangiato da un ragno, il che suggerisce che il suo travestimento funziona alla perfezione. Oppure vi è un equilibrio tra il bruco e il ragno che ancora non conosciamo.
Il bruco carnivoro vive in ragnatele di almeno quattro specie di ragni non nativi delle Hawaii, dimostrando una sorprendente capacità di adattamento.
Il suo habitat, tuttavia, è limitato a una zona di appena 15 chilometri quadrati nella catena montuosa di Waiʻanae, a Oʻahu. In 22 anni di ricerche, gli scienziati hanno trovato solo 62 esemplari, rendendo questa specie non solo unica, ma anche a rischio estinzione.

La storia del bone collector è antica quanto affascinante. Analisi genomiche suggeriscono che questa specie si sia evoluta almeno 6 milioni di anni fa, ben prima della formazione dell’isola di Oʻahu, che ha circa 3 milioni di anni. Questo significa che i suoi antenati probabilmente vivevano su isole hawaiane oggi sommerse, adattandosi nel tempo a nuovi ambienti. La sua capacità di sfruttare le ragnatele di ragni invasivi dimostra una resilienza evolutiva, ma non è sufficiente a proteggerlo dalle minacce moderne.
Nonostante la sua genialità, il bone collector è vulnerabile. L’introduzione di specie invasive, come formiche e vespe parassite, insieme alla distruzione dell’habitat, minaccia la sua sopravvivenza. Gli scienziati avvertono che senza interventi di conservazione, questa specie potrebbe scomparire, portando con sé un pezzo unico della biodiversità hawaiana, oltre che il suo stile molto horror.
Fonte: science.org


















