Lee Beaumont, l'uomo che si è fatto pagare per ogni minuto di telefonata ricevuta dai call center

Lee Beaumont, l’uomo che si è fatto pagare per ogni minuto di telefonata ricevuta dai call center

Nel 2011, l’inglese Lee Beaumont, stanco delle continue chiamate pubblicitarie dei call center, ha convertito la propria linea fissa in un numero a sovrapprezzo (prefisso 0871). Fornendo questo numero solo ad aziende e call center, è riuscito a guadagnare 10 pence al minuto (circa 0,12 €) per ogni telefonata ricevuta, trattenendone circa 7 pence (0,08 €) di profitto netto. In due anni ha accumulato oltre 300 sterline (circa 360 €), ma soprattutto ha azzerato lo spam: le aziende, dovendo pagare per chiamarlo, lo hanno rimosso dalle liste.

Una soluzione che potrebbe sembrare perfetta e risolutiva. Di fatto è geniale, ma ha degli aspetti che vanno considerati, sopratutto a livello legale se vivi in Italia.

Lee Beaumont, l'uomo che si è fatto pagare per ogni minuto di telefonata ricevuta dai call center

Perché in Italia non sarebbe legale?

Sebbene l’idea appaia geniale, replicarla in Italia comporterebbe gravi violazioni legali e contrattuali per tre motivi principali:

  1. Obbligo di Trasparenza Tariffaria: Secondo le delibere AGCOM, chiunque gestisca una numerazione a valore aggiunto (come gli 899) deve informare preventivamente il chiamante sui costi della telefonata tramite un messaggio gratuito all’inizio della chiamata. Omettere questo passaggio configura una frode.
  2. Destinazione d’Uso delle Numerazioni: I numeri a sovrapprezzo sono destinati esclusivamente alla fornitura di servizi (assistenza tecnica, consulenza, intrattenimento). L’uso di un numero 899 per scopi puramente domestici o di “vendetta” viola il Piano di Numerazione Nazionale.
  3. Fiscalità e Contratti: In Italia, per attivare questi numeri è necessario essere un soggetto giuridico (Partita IVA) e sottoscrivere contratti che vietano esplicitamente l’uso del numero per generare traffico fittizio o per scopi diversi dalla fornitura di un servizio professionale documentato.

Quindi come reagire?

Le chiamate dei call center sono delle vere e proprie occasioni per mettersi alla prova con le tecniche di marketing aggressive. Se pensi che sia tempo sprecato, prova a ragionare su quanto questo possa risultare utile anche nelle discussioni quotidiane.

Un modo perfetto per affrontare i call center è smontare le loro sicurezze. Hai mai fatto al fatto che molti si presentano come “uffici ufficiali” di aziende note? Questo serve ad attivare un gancio che ti porti a pensare di parlare veramente con una persona interna all’azienda. In questo caso, ecco come smontare i tentativi e godersi il “click” dell’operatore che chiuderà la chiamata in panico:

  • Chiedi un tuo dato che puoi conoscere solo tu, come l’ammontare dell’ultima bolletta. Fai attenzione al fatto che molti dati sono già in loro possesso, probabilmente conoscono il tuo codice utente o nome e cognome, ma non altro.
  • Chiedi di farti inviare una mail con tutto e poi sarai tu a ricontattarli. Ti risponderanno che non possono, questo ti metterà dalla parte di chi comanda la discussione e ne approfitterai a dire “mi dispiace, ma uso fare così”.
  • Se dall’altra parte sono davvero bravi a illuderti, vai con la tecnica del “ti richiamo”. Basta dire semplicemente “Lei di che azienda è?”, dall’altra parte risponderanno tronfi e illusi di aver avuto successo col gancio, e tu risponderai “Perfetto, cerco il vostro numero sul vostro sito ufficiale e vi richiamo”. Sbam.

Buon divertimento con i call center. Ricorda sempre che la colpa del tuo disturbo non è degli operatori, stanno solo provando a guadagnare onestamente lavorando.

Fonti: bbc.com / agcom.it

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