Chi è Carlo Acutis?

Un ragazzo come tanti, con gli interessi e le attività di ogni adolescente; un ragazzo di 15 anni, stroncato dalla leucemia. Davanti alla morte di una persona così giovane siamo tutti spiazzati, invochiamo l’assenza di Dio, la sua ingiustizia, cerchiamo di addolcire il dolore angelizzando il deceduto… Carlo, dal 10 ottobre proclamato beato, ad Assisi, ci comunica qualcosa di più: nato in una famiglia normale, che frequentava la chiesa solo nei giorni comandati (battesimi, prime comunioni, funerali e poco più), vive un’intensa relazione con Dio, trovando nel vangelo il senso della sua vita, e nell’Eucaristia la sua “autostrada per il cielo”: in autostrada si corre veloci, si arriva più in fretta, anche se ci sono dei pedaggi da pagare e dei limiti da rispettare.

L’autostrada di Carlo è Dio stesso, presente nel pane consacrato. La presenza di Dio diventa il centro di tutta la sua vita, tanto che organizzerà, via web, una mostra itinerante dei miracoli eucaristici (quei fenomeni prodigiosi che confermano la presenza di Dio nell’Eucaristia).

È stato definito “il primo millennial beato”, ed esempio di santità nell’era digitale, lui che ha vissuto i nostri giorni, praticamente ieri. In occasione della beatificazione è prevista dai sacri canoni della Chiesa cattolica l’esposizione dei resti mortali, per suscitare nei fedeli un desiderio di santità, seguendo l’esempio di vita del nuovo beato.

Nel caso di Carlo, questa procedura ha dato vita a tante chiacchiere inutili: corpo incorrotto? Maschera di silicone? Abbigliamento firmato? Il Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino monsignor Sorrentino in una nota della diocesi, scrive:

“Per quanto riguarda alcune notizie improprie che stanno girando sui media, il vescovo comunica che non risponde a verità che il corpo del prossimo beato sia stato trovato incorrotto. “All’atto dell’esumazione nel cimitero di Assisi, avvenuta il 23 gennaio 2019 in vista della traslazione al Santuario,  – spiega monsignor Sorrentino – esso fu trovato nel normale stato di trasformazione proprio della condizione cadaverica. Non essendo tuttavia molti gli anni della  sepoltura,  il corpo, pur trasformato, ma con le varie parti ancora nella loro connessione anatomica,  è stato trattato con quelle  tecniche di conservazione e di integrazione solitamente praticate per esporre con dignità alla venerazione dei fedeli i corpi dei beati e dei santi. Un’operazione che è stata svolta con arte e amore. Particolarmente riuscita la ricostruzione del volto con maschera in silicone.  Con specifico trattamento è stato possibile recuperare la reliquia preziosa del cuore che sarà utilizzata nel giorno della beatificazione”.

Carlo è rivestito con un abbigliamento utilizzato da tutti: una felpa, dei jeans, un paio di scarpe da ginnastica, come tutti i suoi coetanei, cosa c’è che non va?

Siamo così abituati a vedere immaginette e santini dei secoli scorsi che ci sembra fuori luogo rivestire la santità con una felpa qualunque.

Inoltre, Carlo è un esempio di amore, di donazione, di fede: per quale di queste virtù facciamo a gara per viverle noi, oggi? Tra i suoi pensieri troviamo anche questo:

“Tutti nasciamo originali, molti moriamo fotocopie”

Le fotocopie sono quelle che riportano in tono polemico le chiacchiere dei leoni da tastiera, gli stereotipi di chi avrebbe fatto meglio, il monocromo narciso di chi vede solo sé stesso; l’originale è chi scommette tutta la propria esistenza per un amore più grande, per offrire la sua vita, non inutilmente, ma con uno scopo.

Sempre Carlo, in ospedale, disse: «Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in paradiso»: questo esempio fa tacere ogni ticchettio, smorza le nostre voci di protesta e ci pone davanti una domanda di senso: dove sto andando? Cosa sto realizzando? Che valore do alla mia vita?

Beato Carlo, beato te, che hai saputo attraversare il dolore e la morte, e ora, con quello stile semplice e quotidiano, ci mostri il cielo, ci suggerisci di ricercare “le cose di lassù”, come scrive san Paolo nella sua lettera ai Colossesi:

Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra» (Col 3,1-2)

Scritto da Luca Rubin
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Scopri anche MiracoliEucaristici.org, un progetto nato dalla mente di Carlo. Link: http://www.miracolieucaristici.org/it/Liste/list.html

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.