Se c’è un santo che ha portato il concetto di moralismo a un altro livello, quello è San Pier Damiani.
Era il tipo di persona che, se fosse vissuta oggi, avrebbe scritto articoli indignati contro la società moderna e probabilmente avrebbe lanciato campagne per il ritorno della castità obbligatoria. La sua missione? Epurare la Chiesa da ogni traccia di lussuria. E per “lussuria” intendeva praticamente qualsiasi cosa, dal sesso fuori dal matrimonio a un prete che si gratta la testa con troppa sensualità.
Pier Damiani nasce nel 1007 in una famiglia disastrata. Rimasto orfano, viene allevato da un fratello che lo tratta come uno schiavo. Invece di crescere con il desiderio di vendetta o di potere, il giovane Pier si rifugia nello studio e nella fede. Quando finalmente riesce a entrare in monastero, decide che non sarà un monaco qualunque.
No, Pier Damiani diventerà il terrore dei peccatori.

E qui inizia la sua crociata. Pier Damiani è convinto che il clero sia corrotto e che troppi preti si diano a pratiche impure, soprattutto con altri uomini (molti anni dopo uscirà anche un sito web dedicato ai sacerdoti gay). Sconvolto da quello che considera un degrado morale senza precedenti, scrive un libro destinato a scuotere la Chiesa: il “Liber Gomorrhianus”.

Il titolo già dice tutto: paragona la Chiesa del suo tempo alla biblica Gomorra e chiede pene severissime per chiunque commetta atti “contro natura”. La sua proposta? Non solo scomunicare i colpevoli, ma arrivare a misure drastiche, come la castrazione per i preti colti in flagrante. E non è un’iperbole: lui lo dice sul serio.

Il Papa del tempo, Leone IX, riceve il libro e lo legge con attenzione. Ma invece di accogliere in pieno la crociata di Pier Damiani, gli risponde con un misto di diplomazia e pragmatismo: “Ok, abbiamo capito che c’è un problema, ma calmati un attimo.”
Nonostante il suo zelo fanatico, Pier Damiani viene comunque stimato per la sua integrità e per le riforme che promuove contro la corruzione ecclesiastica. Diventa cardinale e consigliere papale, ma il suo cuore resta quello di un monaco inflessibile. Dopo anni di battaglie morali, si ritira e muore in odore di santità (non come Frate Satana insomma).
Morale? Se il moralismo avesse un patrono, sarebbe sicuramente lui. E se fosse vivo oggi, probabilmente sarebbe molto, molto arrabbiato, o diversamente avrebbe già deciso di sfogare la sua rabbia scrivendosi a un partito conservatore.
Fonte: Wikipedia

















