Immagine IA cervello umano coltivato

Cervelli umani coltivati in laboratorio. Sono realtà e saranno il futuro

In futuro nessuno potrà dirti che hai la testa vuota e che non c’è soluzione. Sembra un film di fantascienza inquietante invece altro non è che il progresso che viaggia alla velocità della luce.

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Un gruppo di scienziati sta coltivando cervelli umani in laboratorio.

Immagine IA cervello umano coltivato
Una ricostruzione ottenuta con MidJourney (IA) di un cervello ricostruito in laboratorio

Per essere precisi, attualmente si tratta di tessuti celebrali. Ciò avviene prelevando delle cellule da una persona, convertendole in cellule staminali e poi differenziandole in neuroni e infine in cellule cerebrali. Un processo che può sembrare una semplice conversione e invece richiede anni di esperimenti e ricerca, la stessa che un giorno ci porterà a scoprire ciò che oggi nemmeno ci chiediamo ancora.

Il processo richiede che i neuroni siano immersi in una soluzione chiamata Matrigel: una preparazione di membrana basale solubilizzata estratta dal sarcoma di topo Engelbreth-Holm-Swarm (EHS), un tumore ricco di proteine ​​ECM come laminina (un componente principale), collagene IV, proteoglicani eparan solfato, entactina/nidogen e una serie di fattori di crescita. Oggi, Matrigel, un idrogel naturale a base di ECM, è tra i modelli più ampiamente utilizzati per la coltura cellulare 2D e 3D in vitro. I neuroni poi sbocciano in tre dimensioni, diventando tessuto cerebrale. (Fonte corning.com)

Alla fine continuano a svilupparsi in quello che molti ricercatori chiamano “minicervelli“.

Cervelli umani coltivati in laboratorio. Sono realtà e saranno il futuro
Come potrebbe essere l’aspetto di un cervello costruito in laboratorio durante la sua formazione

Anche se di fatto è più giusto chiamarli organoidi. La domanda che ci si pone è se siano coscienti, se riescano a percepire ciò che gli sta accadendo attorno. A questa domanda prova a dare una risposta il neuroscienziato Kenneth Kosik dell’Università della California a Santa Barbara. In un’intervista a LiveScience ha dichiarato:

“Per come la vedo io, un organoide è un veicolo che ha la capacità di codificare esperienza e informazioni se quell’esperienza fosse disponibile per lui, ma non lo è. Non ha occhi, orecchie, naso o bocca, non entra niente. Ma l’intuizione qui è che l’organoide può impostare un’organizzazione spontanea dei suoi neuroni in modo da avere la capacità di codificare informazioni, quando e se diventano disponibili.”

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Le scoperte scientifiche e la sperimentazione per l’umanità in generale, sono paragonabili agli insegnamenti che riceviamo da piccoli. Inizialmente non li capiamo, ci ribelliamo, sapremo di stare meglio anche senza tutto ciò che ci viene insegnato. Solo crescendo comprendiamo l’importanza di uno strillo ricevuto, di una punizione scontata ecc. La scienza è uguale, si passa dal bruciare le streghe a sopravvivere grazie ai farmaci. Dall’affidarsi alla sola fede al farsi un’assicurazione privata. La scienza è il lato consapevole della vita. Non è sempre facile esserne consapevoli.

Grazie a ricerche come queste, dalla natura sinistra e da brividi, aiuteranno un giorno a trovare una cura ai traumi più gravi per il cervello. Un giorno potremmo forse trasferire la coscienza usando questi cervelli come hard disk temporanei. In futuro scopriremo quanto sia bello aver studiato oggi come riprodurre un cervello “finto”.

Se oggi hai una cura, ringrazia chi nel passato ha dovuto sopportare chi gli diceva “fatti curare” mentre la cercava.


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