Se le sigarette marciscono i polmoni, i social e i contenuti veloci come video e immagini da scrollare in continuazione, marciscono il cervello. Di fatto sempre più prove stanno dimostrando come non sia questione di “marcire” bensì di ridurre.
Se negli ultimi anni le persone che ti circondano ti sono sembrate più “stupide” di fatto vi è una spiegazione possibile: troppe ore passate a scrollare sui social network.
La funzione che aiuta questa riduzione fisica del cervello (una cosa tristissima che all’infuori della dipendenza attuale non accetteremmo facilmente) si chiama Infinite scrolling e sta ad indicare un modo di navigare un sito web basato su un concetto semplice: la comodità.

La comodità, di fatto, è ciò che ci allontana da secoli dal concetto di essere umani ed essere consapevoli della vita. Ogni comodità toglie spazio alla difficoltà e senza cose difficili il nostro cervello è sempre meno stimolato a imparare. Comprare comodamente l’acqua ti fa dimenticare dove trovarla in natura; comunicare con un click ti fa dimenticare l’importanza di pensare alle parole giuste poiché mal che vada puoi abbondarne; viaggiare con mezzi sempre più veloci cancella la consapevolezza dei posti che si attraversano e così via…la comodità é il lato confortevole della morte come essere consapevole e immerso nella natura.
Quanto vi sentite comodi quando osservate il mondo attraverso uno smartphone?
Sappiamo anche che l’uso dei social network e dei contenuti veloci (video e immagini da scrollare velocemente) riduce la capacità di attenzione e peggiora la memoria. I social media e i game designer lo fanno di proposito ad alimentare il nostro desiderio compulsivo di consumare contenuti senza sosta, afferma l’autore Michael Moshel.
“Ciò può compromettere significativamente l’attenzione e le funzioni esecutive, sopraffacendo la nostra attenzione e alterando il modo in cui percepiamo e rispondiamo al mondo”.
Afferma inoltre che il “doomscrolling” (lo scorrere contenuti con la tecnica dell’infinite scrolling) è una conseguenza della “naturale tendenza del nostro cervello a cercare cose nuove, soprattutto quando si tratta di informazioni potenzialmente dannose o allarmanti, una caratteristica che un tempo ci aiutava a sopravvivere“.

È assurdo come una funzione studiata dalla natura per aiutarci a sopravvivere, possa portare nella direzione contraria. Un po come la fame e l’alimentazione in generale, fondamentale e potenzialmente dannosa allo stesso tempo. Solo la cura di se e la continua attenzione in merito allo sviluppo di dipendenze e alla perdita fisica e intellettuale di capacità, è utile e da abbracciare per antonomasia.
Ci sono altre ricerche che suggeriscono che lo scrolling senza senso indicizza uno stato dissociativo, che ci fa perdere la cognizione del tempo mentre lo facciamo.
Uno studio del 2023 su circa mille persone ha scoperto che il consumo compulsivo di contenuti digitali può portare a scarsi risultati per la salute fisica e mentale e a livelli elevati di stress.
Il Surgeon General degli Stati Uniti mette in guardia dal consentire a chiunque abbia meno di 13 anni di usare i social media. Queste app bombardano gli utenti con stimoli in rapido cambiamento e ci costringono a cambiare costantemente focus. Nel tempo, questo degrada la nostra capacità di concentrarci su un compito per lunghi periodi di tempo.
Sono gli effetti fisici sul cervello che i ricercatori stanno trovando molto più allarmanti. L’uso eccessivo di Internet è stato ora collegato a un volume di materia grigia ridotto nelle aree del cervello associate al processo decisionale, all’elaborazione delle ricompense e al controllo degli impulsi.

Se sappiamo che ci fa male, perché lo facciamo? Semplice, perché non siamo perfetti e in questa nostra imperfezione c’è molto spazio per l’ignoranza e l’inconsapevolezza. L’uomo è lo stesso essere che guardando immagini di tumori stampate sulle sigarette, può decidere di fumarne una, ad esempio.
Adesso lo sai, adesso non è più ignoranza ma pura scelta consapevole. Se ti chiedi come si possa arrivare a rovinarsi, la risposta adesso puoi trovarla anche dentro di te. Buona ricerca.



















