Cos’è Novabbe.com?

Tutto parte nel 2015. Dopo diversi mesi passati allo stato brado, abbracciando completamente la natura in tutte le sue possibilità, mi ritrovo in una piazza piena di ulivi e musica a ballare con una sconosciuta. Se c’è un momento che vorrei rivivere a comando è proprio quello.

Da li a pochi mesi una semplice conoscenza diventa qualcosa di più, rivelandosi una situazione talmente interessante da ritrovarmi due occhi chiari ed un sorriso innocente come icona stessa del termine “interessante”.

Ai tempi non avevo progetti web all’attivo. Thewaveinvasion si rivelò, molti anni prima, un progetto troppo avanguardista e senza una base economica solida con cui mandarlo avanti.

La musica libera (pubblicata con licenza Creative Commons) era per me un argomento molto stimolante. Ciò che mi portò ad abbandonare il progetto erano tutte quelle band e musicisti che, una volta arrivati al successo, si dimenticavano della loro benevolenza e toglievano gli album “liberi” dal web smascherando, senza vergogna, le sole intenzioni pubblicitarie.

Mi sentivo quindi solo nel credere nella poesia, anzi nell’utopia, dell’arte creata per ispirare e lasciata crescere in tale direzione, così lentamente abbandonai il tutto.

Avevo il mio blog personale che mantenevo giusto per il dominio, scrivendo contenuti senza troppi stimoli e sicuramente senza un’idea ferrea di continuità.

Lavoravo come grafico presso un’azienda del paese in cui vivevo e mi accontentavo della posizione sociale che ero riuscito a conquistare, lasciando ai sogni uno spazio scarnificato del mio tempo.

Serena, la ragazza conosciuta ballando tra gli ulivi, durante i nostri discorsi e ogni volta che qualcosa la stupiva usava dire sempre “No Vabbè”, un modo di dire si diffuso ma a cui non avevo mai fatto troppo caso.

Un giorno, dal suo stupore nasce l’idea di donare a tutti una fetta di ciò che vedo, di ciò che so e di ciò che penso.

Nacque così il blog che mi ha cambiato la vita: Novabbe.com

Novabbè è strettamente annesso alla storia con la Spicciusa (Serena). Realizzava quello che definirei un sogno che avevo da bambino.

Cresciuto in una famiglia molto povera non ho mai immaginato un futuro roseo per me, non ho mai messo in conto di diventare ricco e costruire castelli, ho sempre tenuto conto dell’idea di rimanere povero, poiché nella povertà ho scoperto talmente tante ricchezze da trasformare il mio vissuto in una cassaforte.

In questa visione futuristica caratterizzata da povertà e una vita semplice, ho sempre sognato di fare il “Menestrello 2.0”.

L’idea di raccontare storie, ispirare e stupire, oltre a divertire, mi affascina in un modo irresistibile, quasi carnale.

Quando a scuola la mia irrequietezza si trasformava in caos pubblico, professori e adulti mi dicevano sempre “Perché fai il pagliaccio?”, la mia risposta era sempre la stessa: “perché amo far ridere”.

La risata è una forma di comunicazione infallibile da bambini. Se riesci a far divertire diventi il personaggio della scena senza avere la necessità di possedere altri mezzi. Non avevo mai oggetti nuovi e alla moda da esibire, così per attrarre l’attenzione tiravo fuori l’arma infallibile dell’ironia, riuscendo ogni volta nel mio intento.

Un bambino scambia il sorriso un po come un adulto scambia la moneta.

Quando ero piccolo, l’ambiente in cui sono cresciuto non era ghiotto di momenti di spensieratezza ma nonostante ciò sapevo tirarli fuori a comando.

Crescendo ho notato che donare il solo sorriso non mi bastava più. Alla gioia del divertimento avevo sostituito la beatitudine della riflessione. Assieme ai miei coetanei, notavo che quando sul corpo ti crescono i primi peli, questi sanciscono la nascita dei primi “pensieri”.

Più lunghi e folti sono i peli che crescono sul corpo, più complessi e numerosi sono i pensieri. L’equazione è semplice.

Ecco come ho tirato fuori il mio lato creativo: grazie al bisogno di comunicare qualcosa che fosse più di una semplice battuta.

Ho sempre amato scrivere. Nonostante a scuola, prima di abbandonarla dopo il terzo anno di I.P.S.I.A., non ero proprio un esempio di studente modello, scrivere mi rilassava cullandomi dell’idea che non c’è barriera che non puoi superare scrivendo la cosa giusta.

L’unica materia in cui spaccavo veramente era Italiano. Non ero un mostro della grammatica, né delle varie analisi, bensì ero il migliore della classe quando si trattava di scrivere un tema.

Usavo la brutta copia giusto per non finire troppo presto e nonostante ciò ero sempre il primo a consegnare, godendomi ogni volta il sorriso della professoressa che adorava questa mia capacità, gustandosi nell’attesa della campanella ciò che avevo scritto e riponendo sempre il tema al suo posto senza mai dirmi cosa ne pensasse. Le bastava guardarmi e comprendevo la soddisfazione iniziale che si trasformava, poi, in un voto sempre alto e degno nonostante il resto della pagella lasciasse desiderare.

Grazie Prof.

Lasciare la scuola è stata una scelta sofferta ma necessaria. Da quando l’ho fatto ho cominciato a studiare davvero e contemporaneamente a lavorare (dopo un corso di comunicazione televisiva fatto proprio tra le mura scolastiche) e, di conseguenza, potevo uscire con le ragazze e non dire più “no grazie, già mangiato” o “no grazie non mi va adesso” ogni volta che dovevo nascondere il fatto di non avere una lira in tasca quando mi ritrovavo seduto al tavolino di un bar, di cui speravo sempre non fosse obbligatoria la consumazione.

Spicciusa mi ha sempre guardato con occhi innamorati che, fin dal primo giorno, mi hanno fatto sentire capace di ciò che pensavo fosse solo un sogno fanciullesco: stupire, divertire, ispirare.

Quando le parlavo mi sentivo come quel menestrello che ho sempre sognato di essere. Le storie appartenenti alla mia vita, alla vita di coloro che ho conosciuto o di personaggi di cui mi sono innamorato sui libri (che sono diventati la classe più bella da frequentare senza temere bocciature) diventavano motivo per indurre a riflessioni e discorsi capaci di illuminare la giornata come fanno le stelle con il cielo.

Novabbe.com è nato quindi dalla voglia di comunicare senza limiti di tempo e distanza. Grazie a un blog ho scoperto di poterlo fare: costruire la mia vita da menestrello, o almeno provarci e vedere dove si va a finire.

Credo fortemente che molte persone abbiano bisogno di essere curate con sane dosi di curiosità.

Se i bambini sono felici e spensierati non lo devono al fatto di esser bambini e quindi di non avere problemi, almeno secondo gli adulti, ma alla costante curiosità che riempie la loro vita.

La curiosità è come la lente degli occhiali. Mette a fuoco ciò che vedi rendendo tutto definito e invitandoti e guardare lontano scoprendo, attraverso un cammino chiamato cultura, come anche le cose piccole possano diventare grandi semplicemente avvicinandosi, incuriosendosi.

Con Novabbe.com cerco cose piccole da raccontare, provando ogni volta a far nascere in chi legge una riflessione su un tema così che la curiosità si leghi alla riflessione e tutto si trasformi in una specie di meditazione, minima ma già tangibile.

Al blog ho dato una forma che non sembri troppo seriosa, così da renderlo accessibile anche agli occhi più distratti o alle menti più oziose.

Uso notizie e contenuti vari come semi da piantare, invitando chi legge a innaffiare il giardino di parole e pensieri con la sua buona volontà di soffermarsi.

Un menestrello 2.0, appunto.

Scrivendo su Novabbè ho la possibilità quotidiana di esprimermi, di tenere vivo l’amore per la curiosità in me e in quelli che scelgono di leggere i miei contenuti.

All’inizio Novabbè è partito come un progetto da tenere li giusto per divertimento, come hobby. Poi, quando ho avuto il coraggio di credere di più in me stesso, si è trasformato nel principale impegno della giornata, regalandomi soddisfazioni su tutti i fronti, primo in assoluto quello che riguarda i messaggi che ricevo con le risposte, le riflessioni e i commenti di chi legge.

Sapere di esser stato utile ad una riflessione è un brio che diventa una vera e propria dipendenza.

Se capiti su Novabbè hai principalmente due motivi per leggerlo: quello casuale, fatto di click via social a notizie che sono state capaci di catturare la tua attenzione, e quello invece della passione, fatto di momenti che decidi di dedicarti aprendo la home del blog ed esplorando l’argomento o il contenuto del giorno.

Sono convinto che nella vita se non si lascia qualcosa che sia utile alla crescita umana e spirituale della collettività, è inutile vivere. Saremmo al pari degli insetti, solo numeri accessoriati di zampe con cui muoversi ed escrementi con cui riempire il mondo.

Non bisogna per forza essere dei guru o degli scrittori, basta la volontà di provare ad essere qualcosa in più di quella cosa che si riflette nello specchio.

Novabbè per me è questo, la possibilità di essere un menestrello 2.0 ogni giorno, costruendo quello che spero sia, in futuro, un vero e proprio punto di riferimento per curiosi e amanti della scoperta, del dialogo e della serenità.

Scoprire e riflettere sulla vita è stata una scoperta che mi ha portato una ricchezza dentro tale da non farmi sentire più povero.

Pierpaolo CorsoTratto da “No Vabbè cosa ho scritto!