Sudario di Santa Veronica di Claude Mullan è considerata l’opera per eccellenza che rappresenta al meglio una tecnica di disegno chiamata Swelling Line (o linea modulata). Il viso del Cristo è realizzato con una sola linea che parte dal centro del viso, il naso, e continua seguendo una spirale che si allarga per tutto il disegno.
È un’opera del 1649. Oggi di fatto sarebbe quasi irripetibile, anche nella più ottimistica delle considerazioni.
Per realizzarla, l’artista Claude Mullan ha inciso l’opera usando magistralmente il bulino (meglio conosciuto come il punzone). In pratica se voleva ottenere una linea sottile doveva applicare poca pressione, diversamente gli strati di linea più spessi ne rappresentano la pressione più acuta.
L’opera è una linea continua. Bastava un errore, anche piccolo, per comprometterne la bellezza.
Il materiale sulla quale è stata realizzata è il rame. Per quanto fu considerata già all’epoca una specie di miracolo, il Sudario di Santa Veronica (ispirato chiaramente alle sacre scritture sulla vita di Gesù) è ancora oggi conservato integro presso la Biblioteca Reale del Belgio.

La bellezza di un’opera simile lascia riflettere sull’uso del tempo che l’uomo ne ha fatto nel corso della storia. È vero che non tutti siamo artisti unici, non tutti abbiamo capacità uniche, è anche vero però che nell’era moderna il tempo che passiamo a osservare o allenare un’arte di tipo artigianale è drasticamente diminuito. Colpa dell’ozio? No, colpa dei mezzi con cui distrarci, sempre più abbondanti e irrinunciabili.
Ma chi era Claude Mellan?
Claude Mellan (1598–1688) è stato un protagonista assoluto del Barocco francese. Figlio di un fabbricante di lastre di rame (questo spiega la disponibilità del materiale sulla quale allenarsi), ebbe un destino segnato dal metallo. La sua vita si divise tra Parigi e un fondamentale soggiorno a Roma.
Nella capitale affinò uno stile unico: abbandonò il tradizionale tratteggio incrociato per adottare un sistema di linee parallele, variando lo spessore per creare ombre e volumi, quello che oggi chiamiamo Swelling Line con cui ha realizzato per l’appunto l’immagine di Cristo in oggetto.
Oltre ai temi sacri, collaborò con scienziati dell’epoca per realizzare la prima mappa geografica della Luna, applicando la sua precisione millimetrica ai crateri lunari.
Tornato in Francia, divenne l’incisore ufficiale di Luigi XIV, ottenendo il privilegio di risiedere al Louvre. Morì a novant’anni, lasciando circa 400 incisioni che testimoniano una maestria tecnica che cercava di elevare l’arte umana a una perfezione quasi “acheropita”, ovvero non fatta da mano d’uomo.
Il significato del motto scritto sull’opera e il gioco di parole usato
Sotto l’immagine si legge l’iscrizione latina: “FORMATUR UNICUS UNA / NON ALTER”. Questa frase non è solo una dedica religiosa, ma un brillante gioco di parole che riflette la doppia natura dell’opera:
- Significato teologico: “L’Unico [Cristo] è formato da una sola [la Vergine Maria]”.
- Significato tecnico: “L’unico [il volto] è formato da una sola [linea]”. L’aggiunta “Non Alter” (nessun altro) è la firma dell’orgoglio di Mellan: una dichiarazione di irripetibilità della sua maestria.

Fonte: Wikipedia / academia.edu


















