Molti ancora si scandalizzano dei format televisivi che sempre più rivelano le loro vere intenzioni: fare business e numeri, nient’altro. Un obbiettivo che però, seppur contestato, rimane quanto più di naturale c’è in un panorama commerciale basato sul profitto, come quello televisivo.

Ci sono luoghi nel mondo che però riescono a dare dimostrazione di quanto la fantasia televisiva sia indubbiamente più articolata e imprevedibile rispetto agli altri. Un esempio perfetto è l’oriente. Per farvi un’idea dei format televisivi estremi in quella parte del mondo, basta pensare alla trasmissione televisiva dove davano la possibilità di incontrare un parente deceduto grazie all’ausilio della realtà virtuale. Su Novabbè parlai dell’incontro virtuale tra la mamma e la figlia morta.

condannati a morte reality show

Un’altra trasmissione che ha “chiuso” a causa dei suoi contenuti ritenuti forti è Interviews Before Execution. La trasmissione, come suggerisce già l’eloquente titolo, era basata su interviste fatte a prigionieri condannati a morte. Nell’intervista gli si dava la possibilità di parlare della loro vita e del perché erano arrivati a quel punto.

Le persone intervistate erano solo prigionieri condannati a morte. La particolarità era che tutti dovevano rispondere a due requisiti precisi: il reato per la quale erano stati arrestati doveva essere omicidio volontario e non ci doveva essere nessun dubbio o particolare che minasse la colpevolezza dei prigionieri.

Da chi aveva ucciso la madre a chi aveva ucciso il fidanzato, tutti avevano una storia di tristezza e violenza da raccontare. Immaginate le emozioni che riusciva a dare una trasmissione simile? Milioni di Cinesi attaccati al televisore per scoprire cosa pensasse un’assassino. La trasmissione andò in onda nella provincia di Henan ed era condotta dalla giornalista Ding Yu.

Dead men Talking (aka: Interviews Before Execution – a chinese reality show) from Robin Newell on Vimeo.

Fù trasmessa dal 2006 al 2012 poi le immagini, le storie ma sopratutto il senso stesso della trasmissione (andata in onda come elemento per scoraggiare i probabili criminali) erano riusciti a scavalcare i confini Cinesi e arrivare in tutto il mondo, accendendo quell’indignazione tipica di un mondo civile che si sente disturbato da certi contenuti. Mentre in Interviews Before Execution i protagonisti erano i condannati, nelle trasmissioni nostrane invece ci piace di più giocare ai giudici e ascoltare i protagonisti probabili di un omicidio, gli amici, i conoscenti e sopratutto gli immancabili opinionisti.

In poche parole, nelle nostre trasmissioni simili, invece di ascoltare una persona condannata si tende a condannare una persona ad ascoltare tutto. Quale sia il format televisivo migliore non si sa.

Interviews Before Execution andava in onda il sabato sera. Praticamente mentre da noi trasmettono C’è posta per te, li trasmettono Non c’è più posto per te. Agghiacciante.

Attualmente la trasmissione non è mai più stata ripresa dopo la pausa del 2016.

Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2022