Se vuoi allenarti nell’arte della persuasione, o del convincere, allora devi scegliere un “avversario” che rappresenti un vero e proprio muro comunicativo. Convincere è un’arte che è ben lontana dal semplice dialogo o dalla semplice arte della vendita.
Una strada percorribile per farsi i muscoli nell’arte della persuasione è provare a convincere un gatto.
Questa è l’idea alla base di un libro molto particolare dal titolo “L’arte felina della persuasione”. In pratica Jay Heinrichs, autore del libro, spiega concetti molto importanti in tema di persuasione aristotelica usando la metafora e gli esempi abbinati ai gatti.

Ma quali sono di fatto i concetti trattati e in che modo sono collegati ai gatti? Ne abbiamo selezionati alcuni di quelli trattati dal libro illustrato. Eccoli:
Confondere il litigare con il persuadere.
Litigare significa voler vincere come atto finale, segnare punti, far sembrare stupido l’altro. Persuadere significa portare qualcuno a fare una scelta che gli sembra sua. I gatti non litigano mai davvero: graffiettano la gamba, ti fissano con quegli occhi spalancati, si siedono davanti alla ciotola vuota con l’aria di chi sta solo constatando un fatto. Non fanno accuse. Non usano il passato per incolparti. Propongono il futuro: adesso mi dai da mangiare e andrà tutto bene.
Il tempismo è tutto.
Gli antichi greci lo chiamavano kairos: il momento perfetto in cui una parola atterra invece di rimbalzare. I gatti lo praticano istintivamente: non chiedono nulla quando sei arrabbiato, nervoso o distratto. Aspettano. Si siedono. Osservano. E quando sei rilassato, seduto sul divano con la testa vuota, eccoli arrivare. Anche tu, se smettessi di aprire bocca nel momento sbagliato, avresti risultati completamente diversi.
Le fusa come strumento retorico.
Suona ridicolo ma è preciso: fare le fusa significa comunicare sono felice di stare con te, per favore continua quello che stai facendo. Cambia l’umore dell’interlocutore prima ancora di avanzare qualsiasi richiesta. Esiste l’equivalente umano: mostrare genuino piacere nell’essere con qualcuno, prima di volere qualcosa da lui. Non adulazione, non piaggeria, semplicemente interesse vero. Le persone che lo fanno ottengono di più. Sempre.

Non chiedere mai qualcosa di grande quando puoi chiedere qualcosa di piccolo.
Un gatto non salta nel trasportino. Ma se metti dei pezzi di cibo sul pavimento che portano fino alla porta aperta, li segue uno a uno. Poi ci si ritrova dentro. In psicologia la chiamano tecnica del piede nella porta: ogni piccolo impegno rende più probabile quello successivo. I migliori venditori, i migliori leader, i migliori genitori lo sanno. Chiedi poco. Poi ancora poco. Poi arrivi dove vuoi.
Un gatto non ti ama perché sei simpatico. Ti ama perché sei affidabile.
Apri la scatoletta sempre alla stessa ora, sei presente quando ha bisogno, non lo tradisci con promesse vuote. Questo in retorica si chiama ethos: la fiducia che il pubblico ripone in chi parla. Nessun argomento regge se chi lo pronuncia non è credibile. Nessuna tecnica compensa la mancanza di coerenza.
Hai notato come imparare ad avere a che fare con un gatto possa insegnarti a persuadere meglio una persona? Sembra quindi che il concetto del libro sia più che interessante e applicabile.

Fonte: Amazon

















