La politica è un territorio dove tutto vale pur di arrivare al risultato. Un potere che vive di consenso sa che quest’ultimo è bene raccoglierlo con ogni mezzo disponibile, anche se poco corretto.

Donald Trump è forse il personaggio storico moderno più bersagliato in tema di ritocchi fotografici. Potete trovarlo in versione Regina Elisabetta o in versione bebè mentre viene accudito dai Presidenti e uomini della politica in generale. Lo trovate anche in versione verme, ma questa volta non è un ritocco fotografico.

Un account su X ha cominciato a tirare fuori delle foto di Donald Trump con una semplice ma geniale aggiunta: la cravatta lunghissima.

Sintomo di sciattàggine, la cravatta rossa (tipica dell’outfit di Donald) allungata è l’elemento perfetto per creare foto e situazioni ironiche. Non è solo la sciattàggine ad essere messa in discussione, bensì un concetto molto più serio: il guinzaglio. Si perché se prendi una persona dalla cravatta è come se afferrassi il guinzaglio di un animale: è controllabile.

Questa illusione di controllo funge da pericolo nella costruzione di un’idea che mira al concetto opposto, ovvero il potere assoluto ed il comando. Come convince una persona che può sembrare ridicola? Non convince. La politica per molti altro non è che la garanzia di non essere soli e indifesi. Sulla base di questo ragionamento, chi voterebbe una persona apparentemente debole e senza potere?

La satira quindi è un potente mezzo di comunicazione. Spesso più efficace della paura (sopratutto quando un popolo non è spaventato). Lo sanno bene oggi e lo sapevano bene molti anni fa. Durante la seconda guerra mondiale ad esempio anche Winston Churchill era incessantemente attaccato dalla satira dei suoi nemici. Bastava farlo sembrare buffo, grasso e sbadato per smontare ogni tipo di lode ed emulazione dei valori e dei pensieri che coltivava.

Il linguaggio della satira è pari al potenziale comprensivo di chi si rivolge. È offensiva quindi solo se sei al di sotto di quel potenziale.

Fonte: X


















