Proposta al Governo. Elezioni una volta l’anno per aumentare l’efficenza.

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Non siamo nemmeno arrivati alla fine del primo anno di governo eppure, il governo Conte è riuscito a compiere un miracolo: realizzare una grande promessa nonostante tutto e nonostante tutti. Questo mi ha fatto riflettere, in quanto quando qualcosa ha funzionato è bene capire sempre il perché ed usarlo affinché possa funzionare anche tutto il resto.

Era il Giugno 2018 e in Italia sale in carica un governo formato dai due partiti più accreditati durante le elezioni. Per arrivare ad essere i più votati le promesse sono state tante, e più grande è la promessa, meno impegno richiede al cittadino, più le possibilità di vincere in Italia aumentano.

Stiamo parlando pur sempre di una nazione che centinaia di anni fa ospitava uno stato pontificio molto potente ed esteso. Stato che ha dimostrato come con la promessa di un paradiso e di una vita di gloria, dopo la morte, si possa controllare anche la vita prima della morte. Facile capire che la promessa giusta è migliore di qualsiasi fatto concreto.

Se vuoi basare le speranze della tua vittoria sulle promesse, l’Italia è il paese giusto dove candidarti.

A meno di un anno di Governo, quella che sembrava la promessa più impossibile è stata realizzata: il Reddito di Cittadinanza. Il bello è stato che il Governo ci ha visto bene tra i numeri dei suoi voti ed ha capito che la maggior parte degli Italiani non puntavano ad un mezzo che sappia trovarti un lavoro, ma al compenso dato per l’attesa di un lavoro. I cittadini conoscono benissimo le cifre promesse dal reddito e non conoscono nulla del metodo usato dagli uffici competenti per trovare un lavoro, quindi se si arrivava a spedire i primi redditi e non si riesce a organizzarsi in tempo per mettere in opera questo “sistema” di collocamento, poco importa no?

Ma tutto questo è avvenuto grazie a cosa? Alle Elezioni Europee (e poi dicono che l’Europa non serve). Bisognava mantenere almeno una promessa, quella che ha attirato più voti, per sperare che il popolo creda ancora nelle promesse fatte e da fare, votando di conseguenza per la fiducia nelle stesse persone.

Il cambiamento quindi, quello vero, non sta nelle possibilità dei politici, ma nelle motivazioni per la quale si muovono. Il voto è un’ottimo mezzo per motivare politici e popolo allo stesso tempo. Non si cambia l’Italia cambiando gli Italiani, ma invitandoli a votare in tempi brevi, tanto brevi da non dimenticare mai che qualcuno ti ha promesso qualcosa.

Vi immaginate quanta partecipazione politica si creerebbe? Tutta la classe politica vedrebbe i tempi per realizzare le promesse stringersi e per una questione naturale comincerebbe a promettere di meno e sopratutto a promettere qualcosa da realizzare con meno fatica possibile. Si, perché in fondo a chi piace lavorare troppo?

Con le elezioni una volta l’anno ognuno imparerebbe a fare piccole promesse, preoccupandosi di realizzarle davvero così che l’anno dopo continui a governare. Non è difficile come concetto no? In fondo nel mondo lavorativo si fa già così. Si viene assunti solo dopo un periodo di prova (spesso e volentieri anche dopo vari contratti a tempo determinato). Se lo fanno le aziende, è funzionano, perché non farlo con il Governo? Sarebbe una specie di “Governo precario” che rappresenterebbe davvero a pieno i propri cittadini. Così facendo ci risparmieremmo tutti gli slogan del tipo “andate a casa”, tanto basterebbe aspettare meno di un anno e a casa ci andrebbero davvero in vista delle elezioni e del giudizio di ciò che viene fatto sino a quel momento.

Si dice che il potere sia del popolo, ma in fondo che potere ha mai un popolo che sceglie un governo ogni 5 anni? È come scegliere di comprare delle scarpe, scoprire di aver sbagliato numero ed essere costretti a a indossarle per cinque anni. Quello non è potere, ma dolore ai piedi e unghie incarnite assicurate.

Adesso basta, beccati Donald Trump contro Lino Banfi. Si, hai letto bene, adesso devi solo cliccare qui