Il medioevo, conosciuto anche come periodo buio, è stato un periodo storico davvero particolare. Si poteva morire per una malattia annessa al sudore, ammirare gatti rappresentati nei quadri nell’atto di farsi il bidet, scoprire il flauto della vergogna (una punizione data a chi offendeva la musica) e molto altro. Una cosa che nel medioevo non potevi sicuramente fare era imparare a dipingere le espressioni umane, per quelle ci è voluto qualche anno.
L’arte è sempre la rappresentazione del bisogno dell’uomo di comunicare. Osservando l’arte quindi si può capire di cosa l’uomo avesse bisogno in quel periodo storico e viceversa.
Osservando le opere d’arte appartenenti al periodo storico del medioevo si può facilmente notare come l’espressione delle persone non fosse un problema. La sensibilità di raccontare le emozioni quindi veniva messa in secondo piano, annullata. Era importante raccontare eventi storici, conquiste, stati sociali e molto altro, ma non le emozioni umane.

Tenendo conto che stiamo parlando di un periodo storico molto duro per la sopravvivenza, viene facile capire quanto l’empatia verso il prossimo giocasse un ruolo marginale nella maggior parte dei casi.
Per questo motivo, forse, non si riteneva necessario imparare a raccontare le espressioni umane attraverso le pennellate (cosa che nel Rinascimento ad esempio diventa fondamentale).

Il risultato è in alcuni casi molto curioso. Immaginate ad esempio di dover raccontare un omicidio: che espressione dovrebbe avere la persona uccisa? Come immaginereste, oggi, la sua smorfia facciale? Nel medioevo non era importante.

Questo ha dato vita a centinaia di quadri di persone che muoiono mantenendo un’espressione indifferente.

Un risultato di una ilarità unica.








