Un giorno i concerti non saranno più come li conoscete. Luoghi dove abbracciarsi sotto un’unica parola, la musica. Un giorno i concerti potrebbero diventare un valido motivo per ritrovare se stessi attraverso una sana sofferenza, caratterizzata da pranzi al sacco, mancanza di docce per giorni, tenda e un posto da difendere.

Tutto a questo mondo non esiste sin dal principio, ogni cosa è nata dall’azione di qualcuno ed esiste per la volontà di molti. È stato così per gli auguri di natale e potrebbe essere così per i giorni da trascorrere fuori dagli stadi in tenda, così da riservarsi un posto in prima fila.

La regola chi prima arriva meglio alloggia esiste da sempre e con essa anche l’esagerazione. Quanto prima si intende precisamente? Quanto prima si deve arrivare a un concerto per potersi riservare il posto in prima fila? Giorni. Questo grazie a coloro che hanno la fortuna di averceli a disposizione questi giorni.

Decine di persone che si danno appuntamento di fronte ai botteghini, sui prati adiacenti agli stadi, così da formare gruppi organizzati a mantenere l’ordine di entrata al concerto.

Un modo di operare rimasto fino ad ora troppo nascosto. Grazie a Twitter e in special modo all’account di FranAltomare, il fenomeno è venuto fuori e ha conquistato il web per un’intera settimana raccontandosi in dettagli che hanno reso perfettamente l’idea del coraggio che ci vuole a sperare in un posto in prima fila.

Il fenomeno delle persone che vanno ai concerti giorni prima pur di riservarsi un posto in prima fila attraverso regole militari al limite della symphorophilia, da oggi possiamo definirlo Fenomenologia di Fernanda Number Six.

Scordatevi di aspettare solo qualche ora di fronte ai cancelli. Scordatevi di ritenere la mattina del concerto il tempo limite per la quale arrivare di fronte ai cancelli e sentirsi un vero groupie, da oggi la sfida diventa molto più ardua e teatrale.

Il nome della fenomeno deriva da un video andato virale proprio nella settimana del concerto di Harry Style a Reggio Emilia che ha contato 100.000 presenze, tutte dignitosamente dietro le pochissime persone elette a stare in prima fila, dopo giorni di sudore e tensione. Nel video si vede una ragazza fare l’appello e nominare ad un certo punto Fernanda Number Six, da qui il successo di Fernanda. Ma perché la nomina e sopratutto perché Number Six?

Fernanda è la sesta persona che entrerà nell’area del concerto. Questo è stato stabilito secondo un ordine di arrivo stabilito e mantenuto in vita in modo militare. Puoi aspettare anche 4 giorni, ma se manchi ad un solo appello sei fuori. Si perché quel che sembra emergere da questo nuovo modo di vivere il concerto non è tanto la logica di tenere un ordine che sappia compensare il resto, ma la sofferenza condivisa.

Gli appelli avvengono più volte al giorno, questo è tecnicamente inutile in quanto stabiliti, in ipotesi, le prime 100 persone perché fare l’appello più volte al giorno? Il classico numerino da prendere e conservare, ripresentandolo poi all’entrata poteva essere una soluzione, e invece no. Perché l’importante è stare li, soffrire al caldo tutti insieme e trasformare in emozione quella tensione nell’aria, fatta di soddisfazione nel sapere che gli altri sono dietro e tensione nell’accorgersi di quanto poi possa valerne effettivamente la pena. Un limbo infernale che farebbe rabbrividire anche gli scrittori di Squid Game.

ll web ha accolto il fenomeno Fernanda Number Six con tanto sgomento quanta partecipazione. Arrivando a generare anche sfide vere e proprie sul fatto che, anche aspettando poche ore, si sarebbe riusciti a entrare e stare sotto al palco. Sfida vinta a quanto pare da una ragazza tostissima che lo ha fatto davvero.

Tra un morto ammazzato, un contenuto che punta dritto al nervosismo del popolo e una notizia di futile utilità sociale anche i tg ne hanno parlato di Fernanda Number Six.

A rendere ancora più interessante il tutto per coloro che stavano seguendo la vicenda con abbastanza sdegno verso i protagonisti, ecco che arriva il meteo e nello specifico la grandine. In molti hanno goduto nel vedere tanta organizzazione frantumarsi quasi di fronte a un cielo che non dava speranze. La passione è passione, per questo anche se in condizioni estreme ma tutti hanno resistito, almeno nelle prime file. Non si molla niente.

Alla fine il concerto di Harry Style si è tenuto. Fernanda Number Six se l’è goduto. Tutte le ragazze e i ragazzi che hanno sofferto per giorni sotto al sole hanno ottenuto quello che volevano: un’esperienza da vivere il più vicino possibile alla propria stare, così da guardarla avvicinarsi attraverso lo schermo di uno smartphone, dividendo la vista tra lo schermo e la realtà, in preda a un comprensibile delirio di felicità.

Grazie Fran per questa cronaca, grazie Fernanda Number Six per averla resa poesia e sopratutto grazie a tutti coloro che seguendo questo tipo di idee riescono a complicare quelle già esistenti. Esattamente come gli auguri di Natale, che non puoi evitare, un giorno ti ritroverai a subirti anche tu una Fernanda Number Six che arriverà al concerto molto prima di te e difenderà la posizione come fosse in guerra, scordando il senso pacifico del concerto stesso.