Ebbene si, esiste un giorno all’anno dove l’uomo è protagonista per la sua sessualità, esattamente come avviene l’8 marzo per le donne.

Non si tratta di una vera e propria festa, ma di una giornata internazionale dedicata all’uomo, come era esattamente per la donna fino a quando il commercio ha trasformato una ricorrenza in un’ottima occasione per gustarsi uno spogliarello senza sembrare una poco di buono. Pregiudizio che nasce comunque da una visione sessista fine a se stessa e completamente inutile sia per le vittime che per i carnefici frustrati.

Viviamo in una società dove si combattono le differenze sottolineandole, che equivale a curare un dolore senza medicarlo ma solo urlando.


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Durante la festa delle donne si sottolineano gravi mancanze della società nei confronti del sesso femminile. Dai stipendi alle posizioni occupate nei posti di potere, la donna è vittima di differenze che non vengono combattute sradicandole alla radice, bensì le si combatte potando l’albero delle differenze così da fargli avere un bell’aspetto, lasciando che la sostanza continui a crescere nei suoi rami.

Se si vuole combattere una differenza la si deve cancellare senza volerla adattare

Il 19 Novembre è la festa dell’uomo, eppure più del 50% dei miei amici, compreso io, non conoscevo questa ricorrenza. Esiste dal 1999 e in 22 anni non ha saputo diffondersi come si deve perché, secondo me, non ha lo stesso mondo di pregiudizi e aspetto commerciale della festa delle donne. Pensateci un attimo, se dovessimo festeggiare la festa dell’uomo con modi simili a quelli usati per la donna, praticamente ogni giorno sarebbe la festa dell’uomo.

E poi, pensandoci, che fiore si potrebbe regalare a un uomo quel giorno? Questo sarebbe un bel passo avanti in tema di differenze di sesso, vedere le donne che il 19 Novembre regalano un fiore agli uomini. Perché in fondo è vero che le differenze sono radicate nella mente peggio che le convinzioni, ma è anche vero che se è tutta una questione culturale a creare il problema, possiamo cambiare la cultura solo con la consapevolezza e con l’arricchimento della stessa.

Se non conoscevi la festa dell’uomo, adesso sai cosa voglia dire consapevolezza e cosa si sente dentro ogni volta che la si acquisisce: un senso di agitazione in quanto tutto cambia e le opinioni si smuovo dal fango in cui stazionavano, portando nuovi pensieri e considerazioni. La violenza sulle donne finirà quando smetterà la violenza in generale, non solo gli uomini che alzano le mani. Gli stipendi più bassi smetteranno quando tutti gli stipendi saranno associati al ruolo e non al sesso, non quando aumenteranno alle donne.

Cambia il concetto se si comincia a pensare che il concetto di festa associato a una sessualità, in tema di lotta alle differenze, è funzionale quanto uno sputo per spegnere un incendio.

Ogni giorno è una possibile festa, bisognerebbe festeggiare il Tutto, semplicemente.

Se vuoi saperne di più sulla Giornata internazionale dell’uomo, dai uno sguardo su Wikipedia.


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