Giovani cinesi disoccupati pagano per far finta di lavorare. Ecco il fenomeno degli "uffici finti"

Giovani cinesi disoccupati pagano per far finta di lavorare. Ecco il fenomeno degli “uffici finti”

L’occupazione giovanile in Cina ha raggiunto livelli critici, portando a una delle tendenze più singolari e commoventi degli ultimi tempi:

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Migliaia di giovani disoccupati pagano per farsi “assumere” da finte aziende, al solo scopo di simulare una vita lavorativa.

Questo fenomeno, emerso nelle grandi città come Pechino e Shanghai, offre uno spaccato inquietante sulle pressioni sociali e le difficoltà economiche che affliggono una generazione intera.

Per una somma che varia dai 30 ai 50 yuan al giorno (circa 4-7 dollari), i giovani possono accedere a spazi che replicano in modo quasi perfetto un ufficio tradizionale. Scrivanie, connessione Wi-Fi, caffè, e talvolta persino il pranzo, sono inclusi in questi “pacchetti di lavoro”. Ma l’esperienza non si ferma qui: alcune di queste finte aziende offrono compiti fittizi, “manager” che supervisionano e persino la possibilità di mettere in scena finte discussioni con i “capi”. Per chi desidera un’immersione ancora più profonda, è possibile pagare un extra per fingersi manager con un proprio ufficio o partecipare a finte ribellioni contro un superiore. Una donna, che si fa chiamare Zonghua, ha rivelato al quotidiano spagnolo El País di preferire questi finti uffici a caffè o biblioteche, considerandoli più economici e confortevoli.

Giovani cinesi disoccupati pagano per far finta di lavorare. Ecco il fenomeno degli "uffici finti"

La ragione principale di questa tendenza risiede nell’altissimo tasso di disoccupazione giovanile in Cina. Nel primo trimestre del 2025, il tasso di disoccupazione urbana per la fascia d’età 16-24 anni (esclusi gli studenti) ha raggiunto il 16.5%, mentre per i 25-29enni si attestava al 7.2%. Numeri che si traducono in un’enorme pressione sociale e familiare.

In una cultura dove il successo professionale è fortemente valorizzato e la disoccupazione porta un grave stigma, molti giovani si sentono costretti a mantenere le apparenze. Andare in questi “falsi uffici” permette loro di evitare domande scomode da parte di parenti e amici, di mantenere una routine e, in alcuni casi, di alleviare il peso psicologico derivante dalla mancanza di un impiego reale.

La parola libertà ha un limite: una volta pronunciata ha perso il suo vero senso trasformandosi in un simbolo e null’altro. Come si è liberi davvero dall’opinione altrui in una società? Come si combatte un concetto come la convalidazione sociale quando si ha bisogno di essere riconosciuti per qualcosa a livello spirituale e di vita?

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Il fenomeno è diventato virale sui social media cinesi, in particolare su Xiaohongshu (l’equivalente cinese di Instagram), dove i video con l’hashtag “fake office life” raccolgono milioni di visualizzazioni. Questo ha acceso un dibattito acceso: alcuni vedono in questi servizi una valvola di sfogo per la pressione psicologica, mentre altri li criticano aspramente, definendoli una forma di “escapismo” che ritarda l’ingresso nel vero mercato del lavoro e potrebbe persino esporre i giovani a truffe legate a falsi impieghi o contratti vessatori.

Giovani cinesi disoccupati pagano per far finta di lavorare. Ecco il fenomeno degli "uffici finti"

La situazione si inserisce in un contesto più ampio definito dai media statali cinesi come un’“era glaciale dell’occupazione”. Oltre 12 milioni di laureati si apprestano a entrare nel mercato del lavoro nel 2025, aggravando ulteriormente la competizione. Il governo cinese ha riconosciuto la sfida e ha lanciato iniziative per la creazione di posti di lavoro e il supporto agli imprenditori, ma l’efficacia di tali misure è ancora da dimostrare.

Intanto, per molti giovani cinesi, i “falsi uffici” rappresentano un rifugio, un modo per navigare un periodo di incertezza e mantenere, almeno in apparenza, un barlume di normalità in un futuro lavorativo che si preannuncia sempre più complesso.

Fonti: In China, fake offices are booming as jobless youth pay to simulate employment / Paying for a Fake Job: The Rise of ‘Pretend-to-Work’ Services in China – 4CC / Going to an office and pretending to work: A business that’s booming in China | International

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