Il medioevo è stato un periodo storico che tutti si augurano non torni mai più. Crudele, estremo, violento, povero e pieno di carestie. Vivere in un castello aveva si il suo fascino, l’importante, come ad oggi, era risiedere nei piani alti.

Esisteva una tortura però che al giorno d’oggi non guasterebbe ripristinare, purché usata con giudizio e parsimonia, per “punire” alcuni fenomeni che prendono la musica e la offendono con remake scandalosi, brani figli di un volere commerciale che di musicale hanno solo i suoni e fenomeni che si definiscono musicisti nonostante rappresentino qualcosa di lontanissimo dal significato originale della parola.

Questa tortura aveva un nome: il flauto della vergogna

In cosa consisteva questa tortura? Se eri beccato in atti volti a offendere la musica, venivi condannato a indossare questo flauto che altro non era che un flauto di ferro enorme da portare al collo. Il suo peso doveva essere sostenuto dalle braccia e dalle mani che erano letteralmente incastrate nella posizione tipica in cui si suona il flauto.

Una volta indossato il flauto della vergogna venivi mandato in giro per la comunità affinché tutti sapessero che hai offeso in qualche modo la musica e l’arte. Ai tempi poteva essere ritenuta un’offesa anche un atto che tendeva a sperimentare con la musica. Per intenderci, se oggi puoi dire di aver inventato uno stile musicale nuovo, nel medioevo ti beccavi una tortura per averlo fatto. Venivi paragonato essenzialmente a un artista “pagliaccio” a cui dar poco credito.

I cittadini, alla vista di un artista con il flauto della vergogna, erano autorizzati a tirare addosso di tutto al povero malcapitato, dalla frutta e verdura marcia ai gatti morti se ne capitava uno a tiro. Tutto era buono per umiliare l’artista “infame”.

Un insolito modo, estremo e davvero cattivo, per far capire che con certi valori non si scherza. Quando la musica non era ritenuta un mezzo di espressione artistica libera, succedeva questo.

Oggi, fortunatamente, se fai musica di merda ma riesci ad avere un seguito, non rischi il flauto della vergogna, anzi, probabilmente sarai candidabile a ricevere un disco d’oro.

La musica moderna è in mano agli ascolti misurabili in click e vendite, non in sentimenti e cuore Condividi il Tweet

Per vedere il flauto della vergogna sappi che puoi trovarne uno al museo della tortura ad Amsterdam.