L’Indonesia, attualmente, è il paese maggiormente colpito dal Covid-19, sia come numero di casi positivi che come numero di morti.

Contrastare l’ondata di persone che prende alla leggera tutto questo non è facile in quanto l’ignoranza e la superficialità occupano tutti quegli spazi vuoti lasciati dalla legge, come quello ad esempio di punire solo con una multa i comportamenti scorretti, lasciando al tempo e alle tasche dei malcapitati l’onere di pagarla quella multa.

Il governo Indonesiano sembra aver capito che se le multe funzionassero davvero, il problema sarebbe già risolto. Girando per le vie delle città invece è palese che non è così.

Per questo, dopo aver obbligato alcuni negazionisti a scavare tombe per i morti, il governo sta mandando per le strade l’esercito a contrastare chi non vuole seguire le regole anti-covid. Il metodo di contrasto è semplice: flessioni e corsa sotto al sole in alcuni casi.

Ebbene si, se ti beccano senza mascherina, i soldati possono obbligarti a fare delle flessioni.

E non finisce qui, oltre all’obbligo delle flessioni, potresti essere obbligato a correre per 800 metri sotto il sole cocente, o addirittura possono obbligarti a sdraiarti in una bara vuota d’avanti a tutti per qualche secondo. Metodi cattivi che rappresentano in pieno il fallimento nel passare un messaggio di pericolo esistente: il Coronavirus.

Tra le tante cose che questa pandemia ha scoperto, dalle falle al sistema sanitario al fatto che l’economia sia più importante della salute stessa (per tutti e non solo per i governi), c’è anche la realtà dei negazionisti o dei semplici ignoranti, un pò come quando si andava al militare scoprendo dei soggetti che nel tempo, grazie a marce ed una buona educazione, imparavano ad essere si se stessi e a volte sregolati, senza mai però intaccare il prossimo con il proprio comportamento.

Io ne sono un esempio. A 17 anni sono partito come volontario al militare e all’uscita da quel periodo mi riconoscevo in una persona diversa, capace di ciò che faceva prima ma con un senso della misura e del rispetto mutato in meglio, per me e per chi mi circonda.

Una volta il caporale mi disse di fare delle flessioni nel fango come punizione a un mio comportamento, gli risposi che sarebbe stato “nonnismo”, lui si tolse la maglietta e le fece insieme a me, raddoppiate, dicendomi che in quel modo sarebbe stato allenamento. Quella scena mi ha cambiato la vita.

Spero che le persone punite per l’imprudenza verso gli altri possano vantare un giorno un cambiamento e un ricordo simile, facendo flessioni nel tentativo di flettere la propria vita da ottusi.

Da quando hanno escluso i metodi fisici per educare, la mancanza di rispetto per il prossimo si è alzata a livelli vertiginosi. È colpa degli schiaffi: prima li associavi al dolore di quelli che provavi crescendo, oggi li si associa solo ai racconti di chi li ha ricevuti.

A questa riflessione, del tutto personale, c’è da aggiungere anche che la violenza genera violenza, è un dato di fatto. A questo punto il poliziotto che si veste da Coronavirus è la soluzione più simpatica e si spera efficace. Se non è uno schiaffo ad educare, è un sogno a cui credere che sia un sorriso a farlo.

Fonte

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.