Avete mai visto una foto “cucita a mano”?

Fà strano solo immaginarla una cosa del genere, eppure c’è un’artista che ha realizzato questa strana combo. Si chiama Diane Meyer e ispirata dalle divisioni create dal muro di Berlino ha pensato di realizzare qualcosa che rappresentasse visivamente il suo pensiero in merito al muro.

Da sempre i muri nella storia significano solo una cosa: divisione. Non c’è muro che non divida e non c’è divisione che non porti ad una privazione per qualcuno.

Ispirata da questa divisone e da cosa significasse, in termini pratici, essere vittime della stessa, l’artista ha realizzato una serie di foto che sono state cucite subito dopo in punti precisi e geometrici, con l’intento di limitarne la visibilità in chiaro.

Ma perché cucirle?

L’ispirazione è arrivata dai pixel. Mentre Diane stava lavorando ad un’installazione, sempre sua, dove con dei piccoli frammenti di tappeti usati cercava di sostituire quelli che sono i pixel che compongono un’immagine, in quel momento pensò di sostituire i pixel non più con i frammenti di tappeti ma con una cucitura.

In questo modo ha rappresentato, artisticamente, l’offuscamento e l’impossibilità di vedere in chiaro qualcosa che viene coperto da un muro, di cemento nel caso di Berlino e di fili di cotone nel caso delle fotografie di Diane Meyer.

L’effetto finale è interessante e sorprendente allo stesso tempo.

Fonte: www.dianemeyer.net

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.