La storia di Hachikō è conosciuta meglio che quella di Cristo tra gli appassionati di animali e in special modo di cani.

Entrambi sono stati un esempio insuperabile di lealtà, uno verso l’uomo, l’altro pure.

Dopo più di 80 anni dalla sua morte ecco che escono fuori degli scatti tenuti fino ad ora gelosamente nascosti al grande pubblico.

Hachikō è stato indubbiamente l’esempio di lealtà e fedeltà più grande della storia dell’amore tra cane e uomo, escludendo ovviamente Seymour, il cane del protagonista di Futurama che con la scena finale della puntata dedicata a lui mi ha fatto venire la lacrimuccia.

Hachikō è stato adottato all’età di un anno dal professore Hidesaburō Ueno. Cane di razza Akita, fedele al suo padrone, è stato sempre trattato con amore e rispetto, anche per questo motivo forse usava accompagnare il suo padrone in stazione ogni mattina e aspettarlo quando era orario di ritorno. Un giorno però il professore morì sul posto di lavoro e non tornò più con quel treno che Hachikō sapeva attendere pazientemente. Il cane non smise mai di aspettarlo e. da quel giorno in poi, per un periodo di circa dieci anni, tornava ogni giorno in stazione ad aspettare il professore che non sarebbe mai arrivato.

Visse la sua vita in compagnia del giardiniere del professore che se ne prese cura.

I pendolari si accorsero quasi da subito della presenza fissa del cane in stazione e capirono altrettanto subito che era lì per aspettare una persona che non sarebbe mai arrivata. Lui però, non demorse mai. La storia però non varcò i confini della cittadina fino al giorno in cui arrivò uno studente che stava recensendo tutti i cani di razza Akita che, incontrando il giardiniere che curava Hachikō, rimase folgorato dalla storia di Hachikō a tal punto da scrivere diversi articoli su di lui e renderlo una vera e propria celebrità.

Da quel giorno in poi Hachikō era diventando un simbolo di lealtà e fedeltà, usato addirittura dalle istituzioni come esempio da elogiare agli occhi dei bambini. I cittadini curavano e coccolavano il cane in tutti i modi, dalle immancabili carezze agli snack.

L’8 Marzo 1935, dopo quasi 10 anni dalla morte del suo padrone e infinite ore ad aspettarlo in stazione, Hachikō morì in silenzio, sotto gli occhi di tutti.

Di lui rimane una statua dedicatagli e le infinite testimonianze capaci di emozionare al solo narrare della vita di questo cane che è stato capace di dare una lezione di innocenza, fedeltà e umanità enorme.

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.