Lavorare al McDonald's conviene più che spacciare. Un libro lo dimostra con la matematica

Lavorare al McDonald’s conviene più che spacciare. Un libro lo dimostra con la matematica

Steven Levitt è un economista americano che ha passato anni a studiare i conti interni di un’organizzazione criminale di Chicago. Non per arrestarli. Non per scriverci un romanzo, ma per capire (con numeri alla mano) se spacciare convenisse davvero.

Ciò che scoprì fu imbarazzante in quanto completamente contrario ai luoghi comuni.

Uno spacciatore di medio livello guadagnava circa 3 dollari l’ora, che di fatto è meno di quanto guadagna un cassiere al McDonald’s.

Lo spaccio, confrontato con il posto al Mc, oltre a non essere conveniente era anche molto più pericoloso in termini di attività vista l’illegalità. Molti piccoli spacciatori di fatto vivevano ancora in casa con i genitori dimostrando un’instabilità economica e una sconvenienza unica a confronto.

Steven Levitt aveva dimostrato, dati matematici alla mano, come smascherare un luogo comune fatto di convinzioni altrui. Decise così di scrivere un libro unendo più scoperte simili, sempre confermate dai dati matematici.

Il libro si chiama Freakonomics. È diventato uno dei saggi più venduti degli ultimi vent’anni, tradotto in 40 lingue, e ha finito per cambiare il modo in cui molte persone guardano il mondo.

Lavorare al McDonald's conviene più che spacciare. Un libro lo dimostra con la matematica

La tesi di fondo è semplice e scomoda: tutti possono mentire, le opinioni possono essere distorte, i giornali possono sbagliare. Ma i numeri no. E quando i numeri parlano, quello che dicono non è quasi mai quello che ci aspettiamo.

La dimostrazione che la matematica smentisce i luoghi comuni è oggi sotto ai nostri occhi. In una società satura di urla sui social e idee contrastanti, gli algoritmi vincono. Tutti danno la colpa ai social mentre allo stesso tempo li usano. Le parole valgono zero di fronte alle azioni misurabili con dei numeri.

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Lo spacciatore e il cassiere del Mc non sono l’unico esempio celebre affrontato nel libro. Ecco altri esempi che dimostrano come la matematica sia la verità fondamentale.

Gli insegnanti che barano come i lottatori di sumo

Uno dei capitoli più assurdi (e verificati) del libro riguarda gli insegnanti delle scuole elementari di Chicago. Levitt ha analizzato i pattern delle risposte ai test scolastici e ha scoperto qualcosa di strano: in alcune classi, le domande difficili alla fine del test venivano indovinate molto più spesso di quelle facili all’inizio. Impossibile statisticamente, a meno che qualcuno non avesse corretto le risposte sbagliate a matita prima di consegnare i fogli. Quegli insegnanti falsificavano i risultati dei propri studenti per sembrare più bravi e ottenere bonus e riconoscimenti.

Stessa cosa, meccanismo diverso, nel Sumo giapponese. I tornei prevedono 15 incontri e chi non vince almeno 8 retrocede. Levitt ha analizzato migliaia di match e ha trovato una anomalia impossibile da ignorare: i lottatori con 7 vittorie e 7 sconfitte, all’ultimo incontro contro un avversario già qualificato, vincono l’80% delle volte. Statisticamente dovrebbero vincere molto meno. La spiegazione è che chi è già al sicuro lascia vincere chi rischia la retrocessione, in cambio di favori futuri.

Il nome che hai, cambia la tua vita

Uno dei capitoli forse più inquietanti. Levitt analizza i dati dei nomi dati ai bambini negli Stati Uniti e trova correlazioni precise tra il nome di battesimo e il futuro socioeconomico di una persona. I nomi considerati “bianchi” e quelli considerati “neri” portano a curriculum trattati diversamente anche a parità di qualifiche. Non è un’opinione. Sono i dati dei curriculum inviati alle aziende, con nomi cambiati artificialmente per il test.

Il calo della criminalità negli anni ’90?

Negli anni ’90 la criminalità negli Stati Uniti è crollata drasticamente. Molti hanno provato a spiegarlo: più polizia, meno crack, economia migliore. Levitt dice che nessuna di queste spiegazioni regge ai numeri. La sua risposta, controversa e scomoda, è un’altra: la sentenza Roe vs. Wade del 1973, che ha legalizzato l’aborto, ha fatto sì che molti bambini non desiderati (statisticamente ad alto rischio di diventare criminali adulti) non siano mai nati. L’effetto, secondo Levitt, si è manifestato vent’anni dopo, esattamente negli anni ’90.

Lavorare al McDonald's conviene più che spacciare. Un libro lo dimostra con la matematica

Freakonomics non è un libro di economia. È un libro che ti insegna a non fidarti mai della spiegazione più ovvia.

Fonte: Amazon

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