Storia dei "Gallaudet Eleven", gli astronauti sordi che non videro mai lo spazio

Storia dei “Gallaudet Eleven”, gli astronauti sordi che non videro mai lo spazio

Alla fine degli anni 50 la Nasa aveva una necessità enorme: testare come il corpo umano avrebbe risposto alle sollecitazioni provocate da un viaggio nello spazio. Non ci si poteva avventurare, il rischio era troppo alto. Nasce così la storia dei Gallaudet Eleven.

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La NASA, per i suoi test, aveva bisogno di persone immuni al mal di movimento. Per questo si rivolse al Gallaudet College (ora Gallaudet University), specializzato nell’educazione dei non udenti.

La NASA reclutò undici uomini e per quasi un decennio li sottopose ad alcuni degli esperimenti più duri. Questi uomini passarono alla storia come gli “Undici Gallaudet”.

Storia dei "Gallaudet Eleven", gli astronauti sordi che non videro mai lo spazio

In assenza di gravità, la maggior parte delle persone tende ad ammalarsi poiché gli organi dell’equilibrio situati nell’orecchio non riescono più a ricevere segnali dalla gravità, segnali che ci permettono di individuare la direzione verso l’alto e verso il basso. Quando questo segnale sensoriale vitale viene eliminato, il cervello si disorienta, provocando un fastidioso malessere e un bisogno impellente di vomitare.

Degli undici uomini scelti, tutti tranne uno erano diventati sordi a causa di una meningite spinale infantile.

Il danno all’orecchio rendeva gli “Undici Gallaudet” immuni alla cinetosi e, quindi, candidati perfetti per gli esperimenti spaziali. Tuttavia, la mancanza di udito non era l’unico criterio di selezione. La resistenza al movimento era ciò che contava veramente.

Storia dei "Gallaudet Eleven", gli astronauti sordi che non videro mai lo spazio

Dal 1958 al 1968, gli uomini parteciparono a vari esperimenti di assenza di gravità, equilibrio e cinetosi che aiutarono gli scienziati della NASA a comprendere meglio come il corpo umano reagisse ad ambienti gravitazionali estranei.

Ma in cosa consistevano i test della Nasa e cosa dovevano fare di preciso?

In un test, gli uomini furono legati a un congegno e fatti ruotare e inclinare, dopodiché fu chiesto loro di individuare l’orizzonte con uno o entrambi gli occhi coperti.

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Storia dei "Gallaudet Eleven", gli astronauti sordi che non videro mai lo spazio

In un altro esperimento, un soggetto fu rinchiuso in una camera e gradualmente privato di ossigeno. Gli fu chiesto di scrivere il suo nome ripetutamente fino a quando non divenne uno scarabocchio.

Un altro soggetto fu costretto a stare in piedi per sei ore di fila, mentre i ricercatori gli scattavano foto degli occhi.

Un soggetto salì e scese ininterrottamente per ore con l’ascensore express dell’Empire State Building nel vano tentativo di indurre la nausea.

Un altro dovette prelevarsi il sangue mentre girava in una centrifuga.

In uno degli esperimenti più lunghi, quattro soggetti hanno trascorso 12 giorni consecutivi all’interno di una stanza rotante larga 6 metri, ruotando a 10 giri al minuto, 24 ore su 24, fermandosi solo al mattino per rifornirsi.

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Alcuni sono stati sottoposti a test di assenza di gravità su voli a gravità zero, comunemente chiamati “comete del vomito”. Altri sono stati inviati in Nuova Scozia per navigare sulle acque agitate dell’Atlantico. I soggetti sordi non hanno sentito nulla. Hanno trascorso il tempo giocando a carte e godendosi la loro avventura artica, mentre i ricercatori stessi erano così sopraffatti dal mal di mare che l’esperimento fu annullato.

In alcuni voli in assenza di gravità, i soggetti sono stati sottoposti a test per la rotazione oculare, ovvero la rotazione del bulbo oculare all’indietro a causa dell’attrazione gravitazionale.

Storia dei "Gallaudet Eleven", gli astronauti sordi che non videro mai lo spazio
Alcuni dei Gallaudet Eleven

Nessuno di loro è mai andato nello spazio, ma grazie alla loro resistenza e dedizione, gli Undici Gallaudet hanno fornito informazioni preziose che hanno aiutato i ricercatori a svelare il mistero dei sistemi sensoriali umani e a comprendere come il corpo reagisce a condizioni estreme.

Queste conoscenze si sono rivelate preziose nella preparazione degli astronauti per i futuri voli spaziali.

Ogni traguardo e ogni cosa conosciuta è il traguardo della vita di qualcuno. Si arriva si a una conclusione ma con essa si contano anche i danni e il percorso per arrivarci. Il sacrificio di chi scopre lo si onora solo rispettando ciò che scopre e mettendolo in discussione con spirito costruttivo e non distruttivo. Bollare come false alcune delle più grandi scoperte della storia rende inutile la vita di chi le ha compiute.

Fonte: Nasa.gov / Wikipedia

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