Bart Jansen, classe 1979 è un artista Olandese particolare e unico nel suo genere. Aveva un gatto che amava molto, si chiama Orville, e purtroppo un giorno è morto investito da un’auto vicino casa (una morte fin troppo diffusa tra i felini domestici).

Orville però non ha un padrone qualunque, il suo padrone è un artista e i suoi lavori sono continue sfide al concetto di macchine e modernità. Per questo Orville, il gatto, adesso è diventato un drone.

Bart Jansen scrive questo nel suo sito web:

I miei gatti, Orville e Wilbur, prendono il nome dai famosi aviatori The Wright Brothers. Quando Orville è stato ucciso da un’auto, ho deciso di rendere omaggio alla sua vita perduta dandone una nuova vita elettronica. Amava gli uccelli.

Un pensiero poetico, discutibile, a tratti macabro ma pur sempre logico.

Quale differenza c’è tra incenerire il corpo di un gatto e imbalsamarlo trasformandolo in un’elicottero di fama mondiale? Quale delle due cose è “giusta”?

Domande a cui non è facile dare una risposta assoluta in quanto, effettivamente, dopo la morte il corpo è solo un insieme di cellule equivalente a qualsiasi altro insieme di cellule compreso nella natura. Senza anima cosa ha un valore agli occhi dell’uomo?

In molti criticherebbero la sua scelta magari appena dopo aver finito di mangiare un panino con würstel, rendendo la propria logica figlia della propria stupidità.

Quando si amano gli animali si dovrebbe evitare di mangiarli, scegliere quali animali debbano essere amati e quali mangiati secondo il proprio gusto personale fa di noi l’animale più inutile da amare e quello meno utile all’esistenza. Per quanto terribile sia, chi mangia gli animali con coscienza può dire che “gli piacciono” e non che li ama. Il piacere è un universo diverso dall’amore.

Bart Jansen dopo la creazione del suo “Orvillecopter” ha continuato questo esperimento di unire animali imbalsamati a mezzi meccanici, creando ad esempio lo squalo volante, lo struzzo volante e molti altri ancora.

La sua creatività non si ferma però a unire animali e macchine, va ben oltre in quanto libera. Una delle creazioni sarcastiche che mi è piaciuta di più ad esempio è il Ku Kux Clock, l’orologio ispirato dal Ku Klux Klan.

Fonte: bartjansen.tv