La storia dell’Hotel galleggiante che ha percorso 18.000 km in mare prima di essere abbandonato

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Erano gli anni 80, le idee viaggiavano alla velocità di flash e la musica sapeva di eternità. In Australia, spinti da un’innovazione coraggiosa, venne costruito il primo Hotel galleggiante.

Si chiamava Four Seasons Barrier Reef Resort e galleggiava a 75 km dalla costa di Townsville in Australia. Fu un’idea assurda ma realizzabile. Tutto parte dalla visione di un imprenditore che voleva avviare un turismo capace di godersi il mare nel modo più stretto e innovativo possibile: alloggiandoci sopra.

Nonostante le navi da crociera potevano già donare una sensazione simile, la costruzione di un intero Hotel galleggiante, completo anche di piscine, saune, palestre e un campo da tennis, avrebbe dato al turismo nuovi tipi di attrazioni e sensazioni, così la costruzione del resort galleggiante venne accolta con particolare entusiasmo che non bastò però a fermare una strana ondata di sfortuna che portò questo hotel a vagare per i mari in cerca di acque migliori.

Venne costruito a Singapore e dato che la sua destinazione era un tratto di mare protetto per la sua bellezza, i costruttori adottarono ogni tecnica capace di renderlo il meno inquinante possibile, utilizzando vernici adatte al ruolo e organizzando un sistema di smaltimento rifiuti perfetto per non rilasciare nulla di inquinante nell’acqua.

L’Hotel galleggiante venne completato nel 1987 al costo di 40 milioni di dollari

I problemi di questa innovativa struttura cominciarono proprio alla sua inaugurazione. A causa di fraintendimenti e contrasti con il costruttore, la consegna ritardò e l’Hotel non potè sfruttare la prima stagione turistica utile, affrontando così il primo ritardo trasformatosi in perdita completa a livello economico.

Una volta consegnato l’Hotel i primi turisti cominciarono a lamentarsi di quelli che erano i disagi di una vacanza simile. Per primo era il trasporto verso la struttura. Per raggiungerla infatti bisognava fare circa 70 km in motoscafo dalla costa, cosa che creava un certo mal di mare facendo iniziare la vacanza con una vomitata inaugurale. La cattiva gestione della struttura, i debiti accumulati e le recensioni negative di molti turisti che si addentravano in un’avventura senza calcolarne bene le conseguenze portarono alla chiusura dell’hotel e alla conseguente vendita.

Venne trainato fino in Vietnam nel 1989 dove continuò la sua funzione di Hotel galleggiante ormeggiato sulle sponde del fiume Saigon, a 5000 km dalla sua prima casa. Il boom turistico in Vietnam subito dopo la guerra rese aiutò l’economia del paese e di conseguenza anche delle attività turistiche, specialmente quelle particolarmente attraenti come il Four Seasons Barrier Reef Resort. Anche qui però la gloria finì e dopo quasi 10 anni venne venduto alla Corea del nord.

Nel 1998 arrivò nelle acque Coreane e venne ribattezzato come Sea Kumgang Hotel. Qui vide una fruttifera stagione turistica dietro l’altra. Accoglieva principalmente turisti della Corea del sud. Passati dieci anni dal suo arrivo, fu protagonista involontario di un grave fatto di cronaca avvenuto nel 2008, quando un soldato della Corea del nord uccise accidentalmente una donna della Corea del sud. Per questo motivo venne chiuso e abbandonato e così è arrivato sino ad oggi.

Ha resistito alle intemperie del mare, ai viaggi nell’oceano trainato o caricato su piattaforme in grado di trasportarlo, ha resistito alla natura più cruenta, ma non ha resistito all’uomo che anno dopo anno ha sancito la morte di uno degli Hotel più affascinanti al mondo.

Vi immaginate cosa sarebbe una vacanza in una struttura simile in mezzo al mare?

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni soffro di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.