Parigi, gennaio 1393. All’Hôtel Saint-Pol si balla per dimenticare la follia del re. Carlo VI, giovane monarca francese già tormentato da crisi mentali, viene distratto con feste, travestimenti e risate. Quella notte però, la corte si trasforma in un inferno: nasce il “Ballo degli Ardenti”, la festa che bruciò vivi quattro uomini e l’immagine della monarchia.
Carlo era salito al trono a 12 anni, aveva riportato pace e stabilità, tanto da guadagnarsi il nome di “Carlo l’Amato”. Poi qualcosa si spezzò. Durante una campagna militare, attaccò i suoi stessi soldati credendoli traditori. Da allora, alternava lucidità a deliri: correva urlando nei corridoi del palazzo reale, non riconosceva la moglie, diceva di essere fatto di vetro.

I medici consigliarono di non affaticarlo con gli affari di Stato, ma di tenerlo allegro. La corte prese alla lettera il consiglio.
Così, per tirarlo su di morale, la regina organizzò un ballo in maschera. L’idea più “divertente” della serata fu far travestire sei cortigiani (tra cui il re stesso) da “uomini selvaggi”: figure mitiche, coperte di peli e fango.
I costumi erano geniali e suicidi allo stesso tempo: lino imbevuto di resina e fibre infiammabili dalla testa ai piedi. Agli inservienti fu detto di tenere le torce lontane.
Durante la danza, tra risate e scherzi, accadde l’imprevisto.

Un invitato arrivò ubriaco e in ritardo, con in mano una torcia accesa. Si avvicinò per guardare meglio i “selvaggi” e una scintilla bastò a incendiare uno dei ballerini. In pochi secondi il fuoco divampò. La sala divenne un forno.
Urla, panico, vestiti in fiamme. La regina svenne. Solo la zia ebbe la freddezza di agire: gettò la sua gonna sul Re e lo salvò dalle fiamme. Un altro riuscì a salvarsi tuffandosi in un barile d’acqua. Gli altri quattro morirono lentamente, bruciati vivi davanti a tutta la corte.

La notizia si diffuse con la stessa velocità dell’incendio. In un Paese stremato da guerre e carestia, la tragedia fu vista come un segno divino: mentre il popolo moriva di fame, il re “folle” ballava travestito da diavolo. I predicatori tuonarono contro la corruzione dei nobili, la stampa li ridicolizzò, e il prestigio della corona si sgretolò.
Il Ballo degli Ardenti divenne una ferita simbolica: una festa pensata per mascherare la follia di un sovrano finì per smascherare quella di un intero regno. Un rogo di vanità, paura e potere che anticipò, in piccolo, i grandi incendi che avrebbero travolto la Francia nei secoli successivi.
Fonte: Wikipedia


















