Usare l'intelligenza artificiale per controllare, e sgridare, tuo figlio mentre fa i compiti

Usare l’intelligenza artificiale per controllare, e sgridare, tuo figlio mentre fa i compiti

In Cina l’intelligenza artificiale è usata, anche, per tenere sotto controllo i ragazzi mentre fanno i compiti a casa. Sono sempre di più i genitori che si affidano a questo metodo per essere sicuri che i propri figli non si distraggano neanche un secondo dallo svolgere i loro compiti.

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Per farlo usano DouBao, un chatbot con svariate funzioni tra cui quella di monitorare lo schermo comprendendo ciò che avviene e intervenendo in caso qualcosa non vada come previsto.

Ai genitori basta aprire lo smartphone, inquadrare il figlio e dire “Doubao, tieni d’occhio lui. Avvisalo se perde la concentrazione o si accascia.”

Usare l'intelligenza artificiale per controllare, e sgridare, tuo figlio mentre fa i compiti

Da quel momento in poi il ragazzo è sotto osservazione. Ogni volta che si distrae viene ripreso e il controllo è serratissimo.

Privacy? Praticamente zero. Il privato è qualcosa a cui accettiamo di rinunciare quando l’utilità dello strumento proposta supera l’utilità stessa della riservatezza. In un mondo sempre più pubblico ed esposto, il senso del valore della privacy è sempre meno.

L’intelligenza artificiale quando vede che il ragazzo si distrae lo riprende con frasi del tipo:

“Smetti di giocherellare con la penna.”
“Concentrati sul compito.”
“Siediti dritto.”
“Non addormentarti.”
“Non appoggiarti sulla mano.”
“Smetti di masticare la penna.”

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Non è difficile pensare a come si potrebbe creare un report del comportamento del ragazzo e prendere decisioni su di lui attraverso esso. In questo modo l’educazione diventa non più una possibilità da consegnare in mano alla naturale selezione delle cose, bensì una questione di numeri allegati a persone, come se esse siano di fatto ciò che immaginiamo: numeri da valutare con altri numeri.

Vuoi controllare milioni di persone? Dagli un motivo per accettarlo. Questo può essere la sicurezza, quando si parla di grandi numeri e osservazioni continue del pubblico, oppure l’efficacia dello studio come in questo caso. Il problema è che non siamo macchine, siamo umani. Ogni volta che ci si sporca le mani o i vestiti c si ricorda la propria natura, quando invece si mantiene tutto paradossalmente preciso e pulito, si è sì in un’aurea di igiene e ordine ma sempre più lontani dalla condizione umana. Un giorno apparirà del tutto normale restare fermi e lasciare ai robot il compito di sporcarsi.

Fonte: DouBao


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