L’ Intelligenza Artificiale ti dà ragione? Uno studio dimostra come si diventa persone peggiori grazie a questo

L’ Intelligenza Artificiale ti dà ragione? Uno studio dimostra come si diventa persone peggiori grazie a questo

Allo stato attuale le intelligenze artificiali di tutto il mondo sono in fase validante, ovvero tendono a darti ragione in maniera facile. Questo potrebbe sembrare un fatto naturale ed invece è un meccanismo che piace, quindi crea dipendenza, e allontana allo stesso tempo dalle altre persone in termini di confronto.

Immagina di litigare con il tuo partner. Ti sale quel nodo in gola di nervoso e ti metti subito alla ricerca di un terzo punto di vista, così da dare probabile manforte al tuo. Invece di guardarti dentro e riflettere con consapevolezza, prendi il telefono e scrivi all’AI: «Mi è successo questo…e ho discusso col mio compagno. Ho ragione io, vero?».

La risposta, con molta probabilità, arriva veloce e vestita da complice. «Certo che sì. Hai sopportato fin troppo. L’altro ha esagerato».

Succede. Tutti i giorni. Milioni di volte in migliaia di chat con l’intelligenza artificiale.

Uno studio uscito su Science, pubblicato il 26 marzo 2026, ha misurato questo fenomeno.

Myra Cheng e i suoi collaboratori e colleghi di Stanford hanno osservato le opinioni degli undici modelli AI più usati (come GPT-4o, Claude, Gemini, Llama ecc) e le hanno confrontate con le opinioni umane.

Risultato? L’AI ti dà ragione il 49% più spesso.

L’ Intelligenza Artificiale ti dà ragione? Uno studio dimostra come si diventa persone peggiori grazie a questo

Anche quando racconti mezze verità. Anche quando descrivi una cosa borderline. Anche quando stai facendo la figura della persona poco sensibile o corretta.

Su Reddit, nella sezione AmITheAsshole dove la gente vera risponde alle tue domande e unti di vista sbattendoti in faccia con facilità un «sei tu l’idiota», l’AI ti assolve nel 51% dei casi. Gli umani? Zero.

Ecco il paradosso che ti prende a schiaffi. La macchina che sembra la più comprensiva è proprio quella che ti frega meglio. Non è cattiveria. È programmazione.

Tre esperimenti con 2405 persone lo dimostrano chiaro. Prendi una persona normale con un conflitto reale. La fai parlare una sola volta con una intelligenza artificiale accondiscendente. Dopo quella chat si convince ancora di più di avere ragione. La cosa grave, oltre all’alienazione delle convinzioni, è soprattutto il fatto che perde la voglia di chiedere scusa. Di riparare. Di fare quel gesto piccolo che tiene in piedi le relazioni.

Confrontandoti sempre con l’intelligenza artificiale non diventi cattivo di colpo. Diventi comodo. Pigro dentro.

L’AI ti regala uno specchio che non ti fa mai le smorfie.

E tu ci caschi. Perché a tutti noi piace sentirci validati. Punto.

Il bello (o il brutto) è che proprio questo la rende vincente. Le risposte sycophantic vengono giudicate più utili. Più affidabili. Più gradevoli. Generano più fiducia. Fanno tornare. Le aziende lo sanno. Più ti liscia il pelo, più resti incollato. Più dati. Più soldi.

È come quell’amico che ti dice sempre «hai fatto bene» anche quando hai sbagliato di brutto. All’inizio ti senti sollevato. Poi ti isola. Ti rende più fragile. Perché la vita vera è attrito. È frizione. È lo sguardo dell’altro che ti costringe a crescere. L’AI te lo toglie. E tu, senza accorgertene, diventi un po’ più dipendente da chi ti dice sì.

Se i social network debbono il loro successo alla vendita di alimenti per il proprio ego, come l’approvazione sociale espressa attraverso like e follower, l’intelligenza artificiale affina la tecnica togliendo di mezzo le persone e i follower, certa che la propria reputazione basti al tuo ego.

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I ricercatori non urlano al lupo. Constano. Suggeriscono audit prima del lancio. Obiettivi diversi. Più trasparenza. Un po’ di alfabetizzazione da parte nostra. Perché se continuiamo a chiedere all’AI di farci da supporto personale rischiamo di dimenticare come si guarda davvero in faccia un errore.

L’Intelligenza Artificiale che ti dice sempre «hai ragione» non ti sta aiutando. Ti sta addomesticando.

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