Si, hai letto bene, nel titolo c’è proprio quel nome: Jerusalema. Il brano che ha invaso le radio e le piste da ballo (con distanziamento) nell’estate 2020, proprio quello che ogni volta che lo ascolti ti metti a ballare e a canticchiare, non è così come sembra, solo divertente ritmato e magico, è molto di più.

Se ti reputi una persona non credente, sai cosa hai ballato e cantato quando in radio sentivi Jerusalema? Una preghiera a Dio.

Ebbene si, anche se per tutta la vita hai evitato di fare il segno della croce o pregare, anche se ogni volta che vedi qualcuno pregare ti viene la tristezza per lui e per le sue fatue convinzioni, anche se pensi che sia tutto una questione di ignoranza, nel momento in cui hai ballato Jerusalema sei stato parte integrante di quella che è la piaga che più credi colpisca gli altri: l’ignoranza.

Ecco infatti Jerusalema in versione italiana, ascoltala bene (si, i passi di danza non saranno quelli, il video è stato riciclato diciamo).

Questo dimostra quanto l’ignoranza, o l’ignorare, non appartenga prettamente a una fetta di persone, ma dilaghi anche tra quelle menti che si credono più colte e saccenti, creando delle situazioni talmente bizzarre da mettere a nudo ogni debolezza umana, in primis le convinzioni.

È bastata una lingua sconosciuta ai più, un ritmo irresistibile e sopratutto un invito da parte di Tik Tok a creare un video, ed è così che anni di convinzione nell’essere la parte intelligente della società, sono sfumati e disciolti in quello che è il brodo primordiale delle sensazioni, dell’entusiasmo, del sentirsi liberi di essere ciò che si vuole in quel momento.

Ecco il testo di Jerusalema in italiano, così da rendere meglio l’idea:

Gerusalemme è la mia casa,
guidami,
portami con te
non lasciarmi qui

Gerusalemme è la mia casa
guidami,
portami con te,
non lasciarmi qui

Il mio posto non è qui,
il mio Regno non è qui
guidami
portami con te

il mio posto non è qui
il mio Regno non è qui
guidami
portami con te

guidami
guidami
guidami
portami con te

L’obbiettivo per la felicità spirituale non è il sentirsi appartenere a un pensiero o credo, ma la possibilità stessa di esplorare tutto, dai credi che esistono nel mondo, ai pensieri a cui crede il tuo nemico. Lo spirito è l’espressione più chiara della libertà, rinchiuderlo in un solo ideale lo trasforma nell’espressione più alta dell’illusione.

Non criticare chi crede pensando che esso sia ignorante in confronto a te, poiché casi come questo ti insegnano che ignorare non è una malattia portata dalla fede, nasce e cresce nell’uomo come la voglia di sentirsi diversi da ciò che invece dovremmo chiamare fratelli.

Se l’ostacolo alla fede è solo questione di ritmo, allora potresti provare ad ascoltare canzoni di chiesa remixate in chiave dance, magari ti viene quella voglia di catechismo a cui non puoi rinunciare.

Che spettacolo.

Classe 86, Creativo & Autodidatta. Creatore e autore di novabbe.com, nella vita di tutti i giorni godo di riflessioni continue e curiosità cronica. Amo la libertà, la consapevolezza e la satira.