Quando si parla di stranezze, il Giappone vince a mani basse. Tra le centinaia di proposte culinarie, a cui anche Gesù potrebbe aver ceduto nella leggendaria vita passata proprio lì, esiste un cracker dolce ripieno di vespe Jibachi Senbei (o Hachinoko Senbei). Letteralmente usate come fossero un ripieno qualsiasi, senza però ridurle in crema.
I cracker sono un prodotto tipico della città di Ōmachi, nella prefettura di Nagano. Vengono creati dall’associazione locale di appassionati di vespe, l’Ōmachi Jibachi Aikokai (大町地蜂愛好会). I membri, spesso cacciatori anziani, catturano le vespe scavatrici (specie Vespula flaviceps, conosciuta localmente come kurosuzumebachi), le bolliscono, le essiccano e le consegnano a un panificio locale che le incorpora nell’impasto di cracker dolci.
I Jibachi Senbei sono cracker tradizionali giapponesi, dal sapore di base dolce (simile a un biscotto), in cui sono intrappolate e ben visibili numerose vespe intere essiccate. Il gusto delle vespe, secondo chi ha provato e recensito il cracker biscotto, è simile a “uvetta bruciata”, leggermente terroso e amaro crea in bocca un contrasto agrodolce.

Non sono uno snack di massa. Vengono venduti principalmente in negozi selezionati, mercati locali e durante eventi a Ōmachi. Sono considerati un cibo esotico e una novità, attirando anche turisti curiosi.
Vista la diffusione grazie al web, al momento sembra che alcuni possano essere anche spediti.
Il Giappone è una terra che ha fatto del rispetto della natura il proprio mantra. In un territorio esteso poco pù dell’Italia, vivono felicemente il doppio delle persone che vivono nel bel paese abbracciato dal mediterraneo. Sempre in comunione civile e con un rispetto delle regole davvero da esempio.
Una terra per molti aspetti assurda, ad oggi però l’unica in cui puoi noleggiare una nonna per farti fare i biscotti alle vespe ad esempio, mentre ti godi dei lottatori di Sumo che gareggiano a chi fa piangere per primo un neonato.

Se pensi che faccia troppo ribrezzo mangiare qualcosa di simile, sappi che la puntura di una di queste vespe è assai peggiore come esperienza. No, una volta bollite ed essiccate non possono più pungere, qualora te lo stessi chiedendo.
Fonte: soranews24.com

















