Cos’è la pazzia se non la perdita totale di un filo conduttore, delle regole o di un modo di fare che risulti comprensibile ai più. Essere dichiarati pazzi è un modo diverso di esser dichiarati diversi. La normalità viene associata alla sicurezza, all’affidabilità, ma chi decide cosa sia normale può essere definito fino a poco prima un pazzo?

Juana la pazza era il nomignolo dato dal popolo, e dai nobili, che vedevano nella Regina Giovanna di Castiglia comportamenti che non comprendevano.

La Regina Giovanna di Castiglia

Cresciuta in un’ambiente fortemente cattolico, che rifiutava di abbracciare, e rigido come ogni famiglia nobiliare, Giovanna mostrava di essere una ragazza “normale” fino al momento in cui non divenne pazza per un uomo: Filippo d’Asburgo detto “Il Bello”.

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All’inizio il suo era un amore come tanti, fatto di pervasione, momenti felici e sopratutto tristi. Si perché Giovanna divenne madre giovanissima e Filippo non era poi il marito ideale che tutte sognano. Grazie alla sua fama e alla fame altrui usava la sua posizione per realizzare nuove posizioni con le donzelle che volteggiavano attorno al castello.

I tradimenti di Filippo erano tanti e non erano nemmeno tenuti nascosti

Filippo il bello

Ai tempi, come oggi, il divorzio non esisteva e separarsi da un uomo poteva risultare una condanna di vita ed economica difficile da affrontare. Bisognava sopportare o trovare una soluzione. Chi ama davvero però non ha altre soluzioni se non l’amore.

Giovanna si disperava ogni giorno accompagnandosi sempre più su un percorso di follia e solitudine. Soffriva e gridava le sue sofferenze ma una vita con figli e una nobiltà da mandare avanti, le soffocava ogni sofferenza dandole l’illusione di superarla.

Nel 1506 Filippo il bello morì a causa di una malattia (anche se in molti credono sia stato avvelenato per una questione di potere). Aveva 28 anni e lasciava la moglie Giovanna assieme ai loro sei figli.

Quella che era una condizione psicologica già delicata diventa disastrosa. Immaginate cosa succede quando una Regina diventa, per gli altri, pazza? Ricordate che con la caduta della Regina, il potere e resta comunque in piedi e qualcuno dovrà pur prenderlo. Ecco perché la sua presunta pazzia era un buon motivo per scardinarla dalla sua poltrona.

Racconti di corte narrano che Giovanna, immersa in un dolore immenso, non smise mai di accarezzare il suo marito defunto. Lo fece per due giorni circa, prima dei funerali che portarono la salma ad essere seppellita in un cimitero vicino a Burgos.

L’ossessione però non smise e non passarono molti giorni prima che la Regina ordini la riapertura della bara affinché lei potesse vederlo ancora e baciargli i piedi. Sia durante i funerali che al cimitero ordinò che nessuna donna si avvicinasse al corpo del marito, nessuna.

Si narra che la Regina una volta riesumato il marito, lo portò con se (chiuso nella bara) per diversi viaggi, così da averlo sempre vicino. Questo scatenò l’indignazione della gente che, accompagnata dal benestare della Monarchia e dai suoi interessi celati, diede alla Regina Giovanna la condanna più brutta: il nome di Juana la pazza.

Nel 1509 fu imprigionata in un palazzo con l’accusa di essere pazza. Restava Regina ma di fatto il potere era in mano altrui. Visse per diversi anni arrivando quasi ad uno stato di sopravvivenza animale. Non venne mai ritirata l’accusa di pazzia e lei si dichiarò sempre “normale” fino a quando la vita spense il dibattito con la morte.

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Pierpaolo Corso - Novabbe.com