Sapete cos’è una paralisi cerebrale? Su Wikipedia la definiscono così:

“La paralisi cerebrale infantile è un disturbo persistente, ma non progressivo della postura e del movimento, dovuto ad alterazioni della funzione cerebrale infantile prima che il sistema nervoso centrale abbia completato il suo sviluppo[1].”

ehi!

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La paralisi cerebrale è un problema vero, di quelli che può incasinarti seriamente la vita e rinchiuderti nella gabbia dell’autocommiserazione, senza la voglia e la volontà di combatterla.

Giustamente, come si fa ad avere voglia di combattere qualcosa che sembra essere più grande dei mezzi per sconfiggerla? Basta ridimensionare il problema e rivalutare i mezzi per combatterlo.

Un ragionamento simile deve esserselo fatto Justin Gallegos, protagonista di questa storia nonché primo atleta diversamente abile ad aver ricevuto un contratto con la Nike.

Justin Gallegos

Nonostante le sue difficoltà di deambulazione Justin non si è arreso, mettendo al giusto posto i suoi limiti e credendo fortemente nelle sue possibilità. Justin corre ed è un maratoneta. Ha completato una maratona in Oregon e da li ha ottenuto l’attenzione che merita. Nike lo ha coccolato affiancandogli i suoi ricercatori affinché creassero delle scarpe che calzassero perfettamente con le sue possibilità. Dall’incontro di Justin con Nike infatti nascono queste scarpe, le  Nike Air Zoom Pegasus 35 FlyEase

Oltre alla nascita di questo modello di scarpe, Nike ha deciso di far entrare Justin nel suo team di atleti, sottoscrivendo un contratto con i fiocchi in tutti i sensi.

Un’operazione commerciale davvero distinta in quanto è un matrimonio perfetto tra umanità e marketing. Ben vengano matrimoni così. Ogni cosa ha uno scopo e sono felice che lo scopo di Nike sia stato la felicità di Justin e la creazione di scarpe che possano far felice ragazzi come lui.

Se come me avete la lacrima facile e volete emozionarvi nel vedere Justin ricevere una delle notizie più belle della sua vita, fatelo con questo video e ricordate che

Non esiste un limite che non nasca dalla possibilità stessa di pensarlo. Condividi il Tweet

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