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Se siete particolarmente sensibili vi consiglio di non andare avanti con questo contenuto: è forte e difficilmente digeribile.

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Un utente koreano, rimasto anonimo per evitare l’ondata di odio che nasce quasi naturalmente, ha realizzato un esperimento sociale su Youtube davvero singolare, accendendo l’indignazione del web e allo stesso tempo lanciando un messaggio in modo alternativo e terribilmente efficace.

L’utente ha cresciuto un maialino per 100 giorni pubblicando video ogni giorno su Youtube. Al termine dei 100 giorni lo ha mangiato.

maialino cucinato dopo 100 giorni su Youtube

Il maialino all’inizio di questa avventura aveva 75 giorni di vita. L’utente lo ha chiamato Kalbi e in poco tempo è diventato una vera e propria piccola star del web. Ogni giorno sul canale Youtube dedicato veniva caricato un video contenente il meglio della giornata passata con Kalbi, come questo.

Il maialino Kalbi è stato sempre trattato con amore e dolcezza, come un vero e proprio animale domestico. Gli utenti che seguivano il canale Youtube hanno saputo sin dall’inizio le intenzioni dello Youtuber, così da non avere uno shock alla fine di questo esperimento sociale.

Nonostante questa coscienza gli utenti hanno cominciato ad affezionarsi a Kalbi inondandolo di commenti e affetto profuso attraverso una tastiera. Fino al giorno numero 100, quello in cui sin dall’inizio si era specificato il finale: arrosto.

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Fedele alla sua promessa il centesimo giorno lo youtuber ha preso il maialino, lo ha messo in un trasportino per animali e si è direzionato in macchina verso il macello. Nel video finale si vede l’attimo in cui scende con il trasportino e subito dopo quello in cui torna con una scatola di cartone contenente, si coprirà poi, un maialino congelato pronto per essere cucinato.

Una volta arrivato a casa, senza troppi indugi, lo condisce e lo cucina con il solo intento di mangiarlo. Cosa che fa subito dopo aver fatto una piccola preghiera. Il tutto finisce poi con una carrellata di video ricordi assieme a Kalbi, per ripercorrerne i 100 giorni assieme.

Il finale di questa storia, nonostante sia stato annunciato prima, ha generato un’ondata di indignazione enorme. Le persone sono rimaste letteralmente scioccate da quanto hanno visto, senza volerlo accettare per ciò che è: il racconto di una realtà ben più inquietante, quella quotidiana che si presenta sulle tavole della maggior parte di pranzi al mondo.

Solo alla fine di tutto l’autore ha lasciato intendere che la storia è stata creata ad hoc, lasciando intendere che il corpo di maiale ritirato al macello non era quello di Kolbi ma di un altro maiale. La provocazione nella provocazione di fatto.

Nonostante le campagne vegane contro l’alimentazione composta da carne, questo esperimento cruento e violento nel messaggio ha dimostrato un’efficacia spaventosamente più alta, fregandosene delle reazioni alle sue azioni e raccontando con un semplice concetto come l’uomo, di fronte ai piaceri della carne, se ne sbatta letteralmente di tutto il resto, coscienza inclusa.

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Ogni giorno la maggior parte di noi mangia un piccolo Kalbi, solo che far finta di non saperlo rende tutto più digeribile, in tutti i sensi.

Fonte: Youtube

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