La festa della donna è una cagata pazzesca

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Un po’ come la celebre corazzata Potemkin nel film di Fantozzi, la festa della donna è una cagata pazzesca.
Le donne sono preziosissime, donano la vita, in molte culture si prendono cura di quella familiare ed inoltre sono il metro di misura per molte azioni e pensieri di sesso opposto.

Ma perché una festa e sopratutto perché così tanta partecipazione ?

Ci avete mai pensato che festeggiare qualcosa significa in un certo senso riconoscere la sua importanza minore nel resto dell’anno ?

A natale sono tutti buoni, proprio perché non si riesce ad esserlo in egual modo il resto dell’anno. Alla festa del papà ci si ferma ad omaggiare i padri, poiché il resto dell’anno è troppo colmo di ben altro e così via.
Eccitarsi il giorno della propria “festa” non è poi un qualcosa di cui vantarsi, poiché si esprime la gioia di essere riconosciuti e di conseguenza la consapevolezza di non sentirsi tali il resto dell’anno.
È un po’ come sentirsi importanti solo durante l’appello in classe, aspettando quel momento la mattina per sentire riecheggiare nell’aria il proprio nome.

Che senso ha per te ?

Perché non pensare che sarebbe meglio prendersi bene durante tutta la giornata a scuola ? Ritagliando la propria posizione in classe, senza lasciare che sia un appello a renderci giustizia.

La “festa” per un sistema consumistico come il nostro è come il formaggio grattugiato per il riso in bianco, accresce il sapore.

La cagata pazzesca nella festa delle donne è rappresentata dalle migliaia di messaggi di esaltazione, catene di Sant’Antonio e iniziative dei locali : dai semplici party per ragazze confuse a quelli per milf in cerca di emozioni forti e socialmente concesse.

L’unica festa che non sarà mai esaltata commercialmente, sarà quella dell’uguaglianza, della parità e della libertà.

Ogni volta che festeggiate e allo stesso tempo gridate al mondo il vostro disappunto, compiete un atto di ipocrisia degno della vostra intelligenza.
Essere donna non comporta nessun potere o diritto speciale. In un mondo dove a regnare è il potere, l’unica soluzione è essere forti e liberi oltre i propri genitali.

La libertà e la forza sono fattori che nella vita non dipendono dal peso che hai nelle mutande, ma da quello sopra il collo.

Le donne da “festeggiare” sono quelle che si sentono tali tutto l’anno, che non hanno bisogno di un giorno che le esalti e le difenda, ma cercano ogni giorno un momento di consapevolezza nel pensare che sono parte di questo mondo tanto quanto gli uomini, che la vera fortuna è sentirsi pari a chiunque, che sia uomo o donna, non essere riconosciuta tale.
I veri problemi inerenti alla posizione della donna nella società sono dovuti alla cultura di un paese, unicamente.
Per tutte quelle donne che desiderano più riconoscenza e parità, non fatevi riconoscere nello sbandierare l’essere donna l’8 marzo, sareste obbiettivi perfetti per chi vuol vedere il vostro sentirvi complessate ed inoltre avrete regalato un motivo di debolezza al nome “donna”.

Chi è più debole di colui che attende la sua pseudofesta per gridare il suo dissenso ?

La donna è perfetta, come l’uomo.
Rinunciare a una mimosa oggi significa lasciare un fiore al suo posto, perché regali la sua bellezza a tutti coloro che lo guardano, senza strapparlo e usarlo per i propri scopi. Le donne sono un po’ come quelle mimose, preziose e belle al loro posto. Non fatevi strappare, usare e confezionare.

La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca, ok, non dimenticatevi però di farvi gli auguri ogni giorno e di essere le prime a realizzare ciò che augurate al prossimo. Diversamente sareste semplicemente attinenti all’ipocrisia e la teatralità che caratterizzano l’8 marzo. La pochezza non ha sesso.