Siamo a Kyoto (Giappone) precisamente alla Kyoto City University of the Arts, una delle Università più “ribelli” del Giappone. Non si fa quello che si vuole, intendiamoci, si è liberi di esprimere ciò che si è, che è diverso.

Gli studenti sono liberi di presentarsi vestiti come vogliono alla cerimonia di laurea. Non esiste una regola che imponga un tipo di abbigliamento piuttosto che un altro e questo include anche eventuali costumi allegorici. In realtà non tutti gli studenti scelgono di vestirsi con un costume, sembra che meno del 10% si prenda questa libertà.

Il fenomeno degli studenti vestiti allegoricamente non è datato. Nonostante l’Università sia conosciuta per essere una specie di covo di liberi pensatori e artisti, solo da qualche anno questa usanza viene portata avanti. Per ora nessuno ha intenzione di smettere, specie dopo l’esplosione per la passione per il cosplay.

Puoi scegliere di vestirti, per la tua cerimonia di laurea, da qualsiasi cosa. Non esiste una preferenza vincente fra gli studenti. C’è chi sceglie di vestirsi da Et, chi da anime Giapponese o perché no, da Gesù (se la laurea si reputa un miracolo). Chissà se la scelta di vestirsi da Gesù centri qualcosa con la storia di Gesù morto in Giappone a 106 anni.

Libertà di espressione. Tutto qui. Non ci sono dei motivi particolari o legati a qualche tradizione. Si da agli studenti la possibilità di esprimersi, attraverso l’abbigliamento, proprio nel giorno per loro più importante. È interessante notare come gli studenti scelgano di usare questa libertà non per sfoderare abiti costosi o nuove mode, bensì costumi o soluzioni più goliardiche ma sempre piene di significato.

Si può costruire la propria libertà solo quando si conoscono i propri limiti. Per conoscerli al meglio bisogna sempre attuare la regola che i bambini insegnano insistentemente: chiedersi perché. Perché a una laurea dovrei presentarmi vestito elegante? Chi ha deciso che l'eleganza, e solo lei, sia sinonimo di serietà? Che significato ha vestirsi bene a una laurea, escludendo tutte le risposte che vertono su "si fa così" o peggio "è normale", quale spiegazione rimane?

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