Nel 1880 potevi essere multato per “essere brutto in pubblico”. Sembra uno scherzo ma non lo è.

La legge negli Stati Uniti vietava a chiunque fosse “malato, mutilato o in qualsiasi modo deformato in modo da essere un oggetto sgradevole o disgustoso” di apparire in luoghi pubblici.

Questa legge anti brutti entrò in circolazione proprio mentre la guerra civile bussava alle porte del paese. Nell’America del 19° secolo, non era un segreto che classe e aspetto andassero di pari passo. Nel 1867, a San Francisco fu approvato uno dei primi statuti della legge anti brutti con l’intento (apparente) di “Proibire l’accattonaggio per strada e per astenere alcune persone dall’apparire nelle strade e nei luoghi pubblici”.

Durante il periodo della guerra e del terrore che ne conseguiva, le autorità credevano che i monelli dall’aspetto orribile sarebbero diventati solo un’altra cosa di cui aver paura. Le strade furono rese libere attraverso questa legge in modo che “una donna dalla salute delicata” potesse vagare senza paura delle mostruosità deformate che potevano spuntare dagli angoli della strada.

legge anti brutti

Parole come “disgustoso”, “sgradevole”, “deformità” e altre hanno trovato la loro strada nella maggior parte delle ordinanze negli Stati Uniti, ma ogni statuto aveva una sua versione che proibiva atti di mendicare e bighellonare per mendicanti dall’aspetto così brutto. Ciò significa che non era vietato chiedere l’elemosina, lo era se eri brutto. Sfiga su sfiga praticamente.

Questi commi ormai sparsi qua e la in varie leggi, tendenti sempre a discriminare i brutti o deformi, furono comunque ben accolti dalla maggior parte delle persone, convinti forse di essere tutti belli.

Lo sapevi che esiste un sito di incontri che vieta l’iscrizione agli inglesi perché li ritiene troppo brutti?

Ai tempi in cui vigevano queste leggi (tutte concentrate sul concetto di formare un codice anti bruttezza diciamo) i cittadini erano ben soddisfatti della loro esistenza, rilegando la questione di veder persone brutte e deformi solo nei circhi dell’epoca, luoghi in cui tutto veniva mercificato, in primis l’aspetto fisico. Il problema della bruttezza però sembrava scontrarsi con la triste realtà quotidiana come fece l’energia della Belle Epoque in confronto a quella della Rivoluzione Industriale.

Le persone che subivano incidenti sul lavoro, rimanendone menomati, aumentavano vertiginosamente. Adesso come si faceva a fermare il problema dei brutti?

Nel 1881, James Peevey approvò un’ordinanza attraverso il Consiglio comunale di Chicago come legge contro i mendicanti che ponevano le loro “infermità” per incoraggiare le donazioni di elemosine. Una multa da 1 a 50 dollari fu inflitta a qualsiasi persona povera che corrispondeva ai criteri. Ha anche imposto un’esenzione per i soldati mutilati per rispetto verso i veterani di guerra.

legge anti brutti

Il baratro tra ricchi e poveri, accettati e non accettati, iniziò così ad approfondirsi.

Mentre i soldati e gli artisti contemporanei avevano un posto nella società, i disoccupati venivano spinti ulteriormente al limite. A quei tempi il consiglio comunale rifiutava di accettare una differenza tra chi chiedeva l’elemosina perché troppo pigro per lavorare e chi chiedeva l’elemosina perché non riusciva a trovare lavoro. L’opinione generale era che nove mendicanti deformi su dieci erano ladri e bugiardi che usavano il loro aspetto per guadagnare denaro.

L’idea di fondo rimaneva che se potevi mantenerti, saresti degno. Se no, eri brutto. Le leggi si applicavano quindi al pubblico più per motivi economici che per apparenza.

Solo alla fine della prima guerra mondiale si sono innescate le sensibilità. Mentre i soldati tornavano sordi e ciechi o senza un arto, la mentalità si spostava verso l’accettazione dei disabili.

Il riconoscimento di queste “brutte leggi” come leggi insensibili, insensate e mai più da ripetersi avvenne nel 1975. Nel 1974 la legge era già stata abrogata.

Facile fare i belli con le sfortune degli altri.

Fonte: researchgate.net

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