Gli stupidi esistono, hanno il diritto di vivere come tutti e non smetteranno mai di essere stupidi. Il loro numero, guardandosi attorno, è notevolmente più alto delle persone non stupide. Questa è una realtà insindacabile e può capitare facilmente di riconoscersi come stupido, sopratutto quando si pensa con assolutismo di non esserlo.
Ma cos’è la stupidità? Come possiamo riconoscerla nella sua forma più evidente?
Non è stupido chi non si comporta in modo normale, ad esempio. Non è stupido chi non accetta un consiglio che a noi sembra corretto. Non è stupido chi compie un gesto diverso. La stupidità quindi non è qualcosa che possiamo addossare con la sola considerazione. La stupidità è uno status preciso e qualcuno ha provato a descriverne le regole.
Carlo Cipolla è uno studioso e storico italiano che ha scritto un libro nel 1988 intitolato Allegro ma non troppo. In questo libro Cipolla prova a descrivere in chiave ironica, ma sempre attuale e invitante alla riflessione, gli stupidi. Carlo Cipolla arriva a una serie di conclusioni dopo un’attenta osservazione del genere umano. Osservazioni con al centro il solo tema della stupidità.
Il libro Allegro ma non troppo è sviluppato in chiave ironica e goliardica, cosa che farebbe semplicemente ridere se non fosse che a ascriverlo è una mente geniale come quella di Carlo Cipolla.
Quando si cerca la definizione di uno stupido, creando quelle che definisce le leggi della stupidità, non è facile riuscire a non offendere nessuno e tenere lontane esperienze troppo personali o considerazioni del tutto soggettive. La rabbia fa spesso pensare che gli altri siano stupidi senza nemmeno accennare che in quel momento è stupido ragionare da arrabbiati, appunto.
La stupidità però non è una cosa stupida.

Ecco le leggi fondamentali sulla stupidità umana, di Carlo Cipolla (dal libro “Allegro ma non troppo”)
I legge fondamentale: “Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.”
II legge fondamentale: “La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.”
III legge fondamentale: “Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.”
IV legge fondamentale: “Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.”

In un mondo che sembra sempre più viaggiare verso una direzione simile al film Idiocracy, prendere consapevolezza della stupidità è importante. Anche pensare di avere una soluzione alla stupidità applicabile velocemente e senza effetti collaterali, è di per se un pensiero stupido. La stupidità fa parte quindi dell’essere umano così come la bramosia al piacere, solo le esperienze di vita e gli insegnamenti possono portare a prendere consapevolezza di questa predisposizione e agire di conseguenza.
In un mondo dove il concetto di normalità altro non è che qualcosa di socialmente accettato dalla maggioranza, pensare che la stupidità possa essere riconosciuta in modo evidente e combattuta in modo efficace, si rischia di fare la fine (a livello di considerazione) di Lombroso e dei “danni” causati dai suoi studi.
Con un buon carico di ironia, qual è secondo te la quinta legge fondamentale sulla stupidità umana?


















