Sto cominciando a scrivere questo contenuto ascoltando Einaudi e ve lo dico già, la poesia non mancherà. Vi ricordate il primo giorno in cui dopo il pianto respirate? Vi ricordate la prima cosa che avete visto? D’un tratto era li, come per i cristiani Gesù Cristo, vi accoglieva in un abbraccio spingendovi al mondo, il frutto della vita nato poiché non v’era un condom.

Nasci e te la lasci dietro, cresci e andando ad Amsterdam la scorgi da un vetro. È lei, la vagina, sempre amorevole, ogni volta come la prima.

Ora vi immaginate che al posto delle martellate, una sera vi dedicate dei versi così che si compiace? Così, seduti ad ammirarla, per alcuni è la wanda per altri la gnagna, non importa, l’importante è emozionarla.

Inni frasi e versetti, recitati con educazione da un libro dal titolo coraggioso, senza paletti:

Io il libro ancora non l’ho comprato, ma se qualcuno mi dicesse quant’è frizzante o edulcorato, perdermelo sarebbe un peccato. Certo, se è scritto più o meno così, dopo la poesia alla vagina la vedo finir bene o giù di li.

Ami la vagina? Lodala recitandole 100 inni dedicati a lei. Ecco il libro per farlo