Il primo albero di Natale illuminato elettricamente della storia fece la sua comparsa nel 1882 a New York, nell’abitazione di Edward Hibberd Johnson, socio di Thomas Edison.
Questa innovazione non solo sostituì le pericolose candele tradizionali, ma introdusse un sistema rotante che permetteva all’albero di girare mentre 120 lampadine colorate si accendevano a intervalli regolari. Prima di questa invenzione, le famiglie decoravano i rami con candele fissate con cera o spilli, tenendo sempre un secchio d’acqua a portata di mano per il costante rischio di incendi.
L’albero di Johnson, situato nel quartiere di Murray Hill, rappresentò una vera rivoluzione tecnologica e pubblicitaria. Nel 1884, il New York Times descrisse l’evento con stupore, sottolineando come le luci bianche, rosse e gialle brillassero mentre l’albero compiva la sua rotazione. Thomas Edison aveva già presentato la lampadina a incandescenza nel 1879, ma fu l’intuizione di Johnson a collegare questa tecnologia alle festività natalizie, trasformando un oggetto domestico in uno strumento di promozione per l’energia elettrica.

Nonostante l’entusiasmo della stampa, le luci elettriche rimasero per decenni un bene di estremo lusso. Solo nel 1903 la General Electric iniziò a commercializzare set di lampadine per uso domestico, ma il costo era proibitivo: 12 dollari per 24 bulbi, l’equivalente di circa 325 dollari odierni. Per questo motivo, molte persone all’inizio del ‘900 preferivano noleggiare le luci piuttosto che acquistarle.

Oltre all’impatto visivo, l’invenzione rispondeva a una necessità di sicurezza: entro il 1908, infatti, alcune compagnie assicurative iniziarono a rifiutare la copertura per incendi causati dalle candele sugli alberi, considerati un rischio eccessivo.
Edward Hibberd Johnson non si limitò a illuminare l’albero nella sua casa di Madison Avenue, ma trasformò questa invenzione in un vero e proprio strumento di marketing itinerante. Nel 1883, installò un albero ancora più imponente alla Foreign Exposition di Boston. Questo modello utilizzava circa 1.500 lampade Edison e introduceva una novità incredibile: le luci erano sincronizzate con la musica grazie a una tastiera di interruttori manovrata da un operatore nascosto alla base della struttura. L’effetto fu così magico che la celebre cantante svedese Christine Nilsson chiese personalmente di poterne azionare i comandi.
Fonti originali: boweryboyshistory.com



















