Figura centrale nella fede Cattolica, la Madonna è solo una, come Gesù, solo che grazie a una cultura ecclesiastica radicata alla centralità dell’uomo essa è stata da sempre più adattabile a credi locali o rappresentazioni che ne favoriscano la fede. È paradossalmente una sorta di patriarcato della fede, volendolo definire in modo goliardico. Gesù è unico in quanto incarnazione di Dio, la Madonna invece è da sempre stata adattabile. L’importanza della sua vita, di fatto, nasce dalla scelta altrui. Questa scelta, esercitata in primis da Dio, ha continuato per tutta la sua esistenza.
È così che negli anni sono nate varie Madonne in giro per il mondo. Ognuna con una “funzione” diversa, spesso adattata a figure divine pagane preesistenti, così che sembrasse l’adattamento più congruo.
Esistono Madonne nate dal ritrovamento di un pezzo di sanitario, ne esiste una dedicata al Fascismo in un’era in cui tutto valeva purché significasse lode e senso di appartenenza per il popolo.
Ecco le 10 Madonne più originali che trovate da Novabbe:
1. 🐓 Madonna delle Galline — Pagani (Salerno)
È nata da un’icona della Madonna del Carmine che secondo la leggenda scomparve durante un’alluvione e fu ritrovata secoli dopo grazie a delle galline che raspando il terreno riportarono alla luce la tavola lignea sepolta. La Madonna stessa aveva preannunciato al sagrestano di una chiesa in rovina: “Altrimenti me ne andrò via, in un posto dove mi vorranno bene anche le galline.”
La Madonna delle Galline è protettrice della comunità contadina. Ogni domenica in albis la statua viene portata in processione su un carro, e la gente offre vari volatili (galline, papere, colombe, tacchini, pavoni) che si posano sul capo, sulle braccia e ai piedi della Vergine, noncuranti della musica e dei botti.
🔗 Wikipedia – Santuario della Madonna delle Galline
2. 🎾 Madonna dell’Arco — Sant’Anastasia (Napoli)
L’icona di questa Madonna raffigura la Vergine col Bambino con un evidente livido sulla guancia sinistra. La storia narra che il Lunedì dell’Angelo del 1450, un giovane, in uno scatto d’ira per aver perduto al gioco della pallamaglio (un antico gioco con una palla di legno e un bastone), scagliò bestemmiando la sua palla contro la Vergine; dal volto colpito si dice sgorgò sangue, lasciando quella macchia scura visibile ancora oggi. Il bestemmiatore fu impiccato sull’albero vicino; due ore dopo il tiglio si seccò.
Il livido sulla guancia ha un forte significato mistico: Maria ha il potere di alleviare o togliere i “lividi” che ogni fedele porta nel corpo o nell’anima. È meta ogni Pasquetta di centinaia di migliaia di devoti chiamati fujenti, che corrono scalzi verso il santuario e, all’arrivo, si gettano letteralmente a terra di fronte all’immagine.
🔗 Sito ufficiale del Santuario
3. 🤰 Madonna del Parto — Monterchi (Arezzo)

Un affresco di Piero della Francesca datato 1455–1465, forse il più celebre e controverso: raffigura la Vergine visibilmente incinta, con la mano appoggiata sul ventre. Durante la Controriforma promossa dal Concilio di Trento, la figura della Madonna del Parto fu considerata eretica, ma sopravvisse perché il vescovo di Sansepolcro, visitando la cappella, rimase talmente colpito dalla bellezza dell’opera da non farla distruggere.
La Madonna del Parto era spesso visitata dalle partorienti per avere protezione durante il travaglio, le quali compivano un breve pellegrinaggio dal paese arroccato fino alla chiesa posta a valle. Ancora oggi madri e donne incinte si recano al museo in pellegrinaggio.
4. 🪰 Madonna della Mosca — Pistoia (Toscana)

È un quadro realizzato da Bernardino di Antonio Detti nel 1532 per la città di Pistoia. Il quadro è ricco di tanti particolari che ruotano attorno alla Madonna e al Bambino, tra cui, strano a dirsi, una mosca. L’insetto dipinto con cura minuziosa accanto alla sacra figura è un unicum assoluto nell’iconografia mariana italiana, e nessuno sa con certezza cosa intendesse comunicare l’artista: forse un riferimento al memento mori, forse un gioco di virtuosismo pittorico.
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5. 🏺 Madonna del Bagno — Deruta (Perugia)
Tutto nasce da un frammento di tazza in ceramica trovato per terra nel 1643, su cui era dipinta una minuscola Madonna. Un mercante, invece di gettarla, la fissò al tronco di una quercia; nel 1657 tornò a pregare la Vergine perché guarisse sua moglie in fin di vita. La donna guarì e la sacra immagine divenne oggetto di venerazione. Il santuario che nacque intorno a quell’immagine è oggi letteralmente ricoperto da circa 800 formelle votive in maiolica che illustrano i miracoli o le grazie ricevute, con raffigurazioni e didascalie su un arco di 350 anni.
🔗 Santuario Madonna del Bagno – sito ufficiale
6. 🧹 Madonna della Scopina — Inverigo (Como)
Questa Madonna deve il suo nome a un aneddoto esilarante: il luogo era frequentato dai contadini e dai viandanti e ad un certo punto era veramente sporco! Si dice che a questo punto, proprio la Madonna in persona, con i suoi abiti da Regina dei Cieli, si sia presentata munita di scopa e abbia ripulito la cappella.
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7. 🦶 Madonna con i piedi mozzati — Sant’Anastasia (Napoli)
Nata da un secondo miracolo della Madonna dell’Arco (stessa chiesa), rimasto nella storia per la sua brutalità: il 2 aprile 1589 una donna, Aurelia del Prete, bestemmiò contro la Madonna per aver smarrito un maialino tra la folla durante la festa. L’anno dopo rimase costretta a letto per una grave malattia ai piedi, fino a che un giorno questi si staccarono dalle gambe. Come monito contro i bestemmiatori, i piedi di Aurelia furono esposti in una gabbietta sull’altare della Madonna, affinché tutti i fedeli che accorrevano potessero vedere il segno che Maria aveva manifestato. Sono ancora visibili nel santuario. Molto creepy, ma è storia.
🔗 Sito ufficiale – sezione miracoli
8. 🔩 Madonna dell’Inutile — Feltre (Belluno, Veneto)
È una Madonna contemporanea e profondamente poetica, nata in un contesto del tutto insolito. L’opera è stata realizzata dallo scultore Giancarlo Frison su invito della Comunità Villa San Francesco, con il tema educativo “Le Grandi Risorse dell’Inutile”. Da tutti i reperti accumulati in fase di ricerca sono stati scelti: una grande radice e una corteccia di alberi sradicati da un uragano, un frammento di suola di una scarpa, sbavature di fusione, due pezzi di spago, uno straccio, un cagnolino di plastica trovato nella ghiaia.
Non è una Madonna con un santuario, non ha una leggenda o miracoli: è una scultura d’arte sacra contemporanea costruita interamente con scarti e rottami, nata in una comunità che lavora con persone fragili e dimenticate, le “cose inutili” della società. La statua è girevole su una colonna di ferro, decorata di appigli ricavati da pezzi di catene da stalla, liberati dalla loro triste utilità, così che i ragazzi della comunità possano offrire alla Madonna i loro “fiori dell’Inutile”. Da anni viene portata in processione dalla Comunità Villa San Francesco, a Facen, fino al Museo dei Sogni, alla Cooperativa Arcobaleno di Feltre: un percorso di circa 12 chilometri, lungo il quale si alternano moltissime persone, le più diverse.
Non tutela dai fulmini né dalle epidemie: è il simbolo di chi si prende cura degli “scarti” umani. Una delle Madonne più originali e commoventi d’Italia.
🔗 Fabbriceria Facen – La Madonna dell’Inutile
9. 👮 Madonna del Manganello — Vibo Valentia (Calabria)
Questa è la Madonna più “scomoda” d’Italia, con una doppia identità: una medievale e innocente, l’altra fascista e inquietante.
L’iconografia originale è quella della Madonna del Soccorso: la Madonna del Manganello altro non è che il nome attribuito in passato alla Madonna del Soccorso, devozione nata a Palermo all’inizio del Trecento; il manganello le serve, nelle raffigurazioni storiche, per prendere a randellate in testa il diavolo che tenta di attaccarla.
La svolta fascista. La statua della Madonna del Manganello fu realizzata da Giuseppe Malecore, scultore di Lecce specializzato nella lavorazione della cartapesta, come arredo sacro per una chiesa non parrocchiale di Monteleone (l’attuale Vibo Valentia). Rappresentava una Madonna con Bambino che nella mano sinistra sorreggeva il figlio Gesù mentre con la destra sollevava un manganello nodoso. L’immagine fu ripresa dagli organi del partito, che la elessero dapprima a “patrona degli squadristi”, poi a “protettrice dei fascisti”.
Il giornalista di regime Asvero Gravelli compose persino una preghiera stampata sul retro dei santini: «O tu santo Manganello / tu patrono saggio e austero / più che bomba e che coltello / coi nemici sei severo… / sempre tu sarai sol quello / che il fascista adorerà.»
La Madonna del manganello non ricevette mai un riconoscimento ecclesiastico ufficiale e cadde in disuso con la fine del regime. Al termine della Seconda guerra mondiale la statua scomparve e non venne più ritrovata. Rimangono solo i santini e la memoria storica.
🔗 Wikipedia – Madonna del Manganello
10. 😈 Madonna con le Corna (o “Falsa Madonna”) — Milano

All’interno della Cappella Portinari nella Basilica di Sant’Eustorgio si trova un affresco dall’iconografia a dir poco singolare: una rappresentazione della Vergine con il Bambino in cui entrambe le figure sono dotate di corna e di un alone di malignità che, soprattutto nel Bambino, raggiunge un’inquietante efficacia espressiva. L’opera fu realizzata tra il 1464 e il 1468 dal pittore lombardo Vincenzo Foppa. Nonostante la storia di questo affresco sia quanto di più lontano dall’esoterismo, questa controversa opera fu tenuta nascosta dalla Chiesa cattolica fino al XIX secolo e non fu restaurata prima del secolo successivo.
La storia — due leggende a confronto. L’affresco si chiama ufficialmente Il Miracolo della Falsa Madonna ed è legato alla vita di San Pietro Martire, il grande inquisitore domenicano. Si racconta che durante una messa, quando era ancora un semplice sacerdote, il diavolo per tentarlo prese le fattezze di Maria con il bambino tra le braccia, ma nel compiere la trasformazione dimenticò di far sparire le corna. Pietro, riconoscendo in quel segno un trucco del demonio, lo cacciò alzando l’ostia consacrata. Secondo la leggenda, una volta eseguito l’esorcismo, le corna di Lucifero rimasero impresse nel dipinto.
La seconda leggenda è ancora più oscura: sostiene che l’affresco sia infestato dallo spirito di Guglielmina la Boema, una donna vissuta in odore di santità nella Milano del XIII secolo ma dichiarata eretica post mortem. Le corna rappresenterebbero la sua presenza nell’opera.

















